Figlio di immigrati ordina bomba online, preparava strage islamica



E’ una storia che mette in evidenza due cose che già sapevamo. Primo: ogni figlio di immigrato islamico nato in Europa è un potenziale terrorista. Secondo: non sono molto intelligenti.

La storia è quella di un 19enne britannico per ius soli che voleva uccidere tanti suoi ‘concittadini’. Per farlo aveva acquistato una bomba nel Deep Web, il lato nascosto della Rete dove si rifugiano criminali di ogni tipo e dissidenti politici.

Il nuovo britannico si chiama Gurtej Randhawa, risiedeva a Wightwick, paesino inglese a un’ora d’auto da Birmingham. Zona islamizzata dell’Inghilterra.

Lo scorso maggio ha acquistato sul Deep Web un pacco bomba dotato di detonatore a distanza, il congegno esplosivo andava montato su una vettura: autobomba.

Fatto l’ordine online come se si trattasse di calzature o libri, il ragazzo aveva pagato e dato il suo indirizzo di casa per la ricezione.

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Il pacco è regolarmente arrivato a destinazione. Ma la National Crime Agency (Nca), l’agenzia contro il crimine organizzato del Regno Unito, aveva intercettato il pacchetto all’entrata nel Paese e lo aveva sostituito con una bomba falsa. Così, insieme al pacco, Randhawa ha ricevuto a casa anche gli agenti che lo hanno arrestato. E hanno trovato in casa altre sostanze esplosive: «Il dispositivo esplosivo che Randhawa ha cercato di acquistare online avrebbe potuto causare gravi danni e uccidere molte persone», spiega un responsabile della Nca aggiungendo che il ragazzo era un lupo solitario. Il famoso ‘normale migrante’: uno qualsiasi di loro. «Non faceva parte di nessun gruppo legato al crimine organizzato o al terrorismo».

Perché ognuno di ‘loro’ può essere un terrorista. Non importa quanto sembri integrato.



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