Comune di Milano censura il libro di Allam: “Idee inopportune”



Le idee di Magdi Cristiano Allam sono state definite «inopportune» dal Comune di Milano, che per questo ha negato la sala per la presentazione del suo ultimo libro: «Maometto il suo Allah».

In risposta alla richiesta di uno dei promotori dell’evento, Enrico Turato, capogruppo di FdI, il responsabile della biblioteca di Affori ha spiegato in due mail che «libri che sostengono tesi così nette ma anche così discusse e contestate da altri studiosi e critici hanno bisogno di essere messe a confronto in un contraddittorio».

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«Volevo organizzare questa presentazione – spiega Turato – perché il libro tratta di argomenti molto attuali, come lo Ius soli, e problematiche legate al terrorismo islamico che ha funestato l’Europa negli ultimi anni. Sono molto convinto di questa iniziativa, perché può fornire elementi di informazione con una personalità autorevole. Mi sembrava giusto informare i cittadini milanesi ed essendo un libro, quale luogo migliore della biblioteca?».

«Il direttore – racconta ancora Turato – prima mi ha detto che era necessario verificare la presenza di personale e la turnistica, poi è emersa l’altra motivazione: le idee espresse sarebbero tali da non consentire la presentazione se non con un contraltare».

I promotori si erano anche piegati alla presenza di un ‘moderatore’: «Ma alla fine hanno detto no. Io lo reputo grave e dico che ci sono stati episodi recenti, mi riferisco alle scuole, che fanno pensare a un pluralismo che c’è solo se parlano loro». Turato si riferisce ai tre esponenti del Pd invitati a parlare senza contraddittorio alle Medie. In un caso si è trattato di cittadinanza e di Ius soli, nell’altro del tema donne nell’islam, ed era stata chiamata una consigliera del Pd, la musulmana Sumaya Abdel Qader, indicandola come «scrittrice» (nel 2008 ha scritto «Porto il velo, adoro i Queen»). La contraddizione stride.

«La prendo come una censura del Comune – conclude Turato – il dipendente non ha colpe, gli è stato detto dall’alto». Alla fine l’organizzazione è stata spostata, sempre il 28 alle 21, ma in una sala a pagamento.



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