Napoli: 240 mila euro al segretario PD per accogliere i Profughi



Allo stato , su una ventina di comuni della provincia di Napoli ai quali è stata fatta specifica richiesta di accesso agli atti sul business dell’accoglienza dei cosiddetti profughi, solo una piccola parte di essi ( 6 comuni) ha dato risposta. I comuni che hanno risposto sono quelli di : Afragola, Calvizzano, Giugliano di Napoli , Marano di Napoli, Terzigno e Villaricca.

Tra questi sei comuni, quello di Villaricca ha risposto che tale ‘’accesso’’ può essere esercitato direttamente presso il loro ufficio di anagrafe, così non fornendo, in pratica, i dati richiesti.

Dal risconto delle risposte dei pochi comuni, che hanno comunicato la loro attuale situazione in tema di presenza di immigrati extracomunitari sui propri territori, si evince che la percentuale degli stessi, negli ultimi quattro-cinque anni , è enormemente aumentata, stabilendosi nettamente al di sopra del 5% della popolazione locale , avvicinandosi di molto alla quota percentuale in doppia cifra del 10 % , se non , addirittura, superandola in alcuni casi, come quello del comune di Terzigno.

Tra le tante anomalie riscontrate nei dati inviatici dai comuni interpellati, si nota che il comune di Giugliano, oltre ad essere tra quelli con maggiore presenza di immigrati, disponendo di un fondo denominato AMIF ( dipartimento per le libertà civili e per l’ immigrazione) , ha trasferito una prima tranche di euro 240.000, delle risorse incassate, per l’attuazione del suddetto progetto, su un totale previsto di euro 800.000, niente meno che all’ ARCI di Napoli, il cui responsabile sign. Mariano Anniciello, è stato fino a poco tempo fa coordinatore provinciale segreteria del PD di Napoli.

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In conclusione, in seguito a tale ricerca, è facilmente dimostrabile che, tra i richiedenti asilo politico, solo una piccolissima quota di immigrati ( meno del 5%) ne ha diritto; pertanto, la maggior parte dei richiedenti asilo politico dovrebbe essere immediatamente rimpatriata, per evitare vieppiù l’ingrossamento dell’esercito di finti profughi presso i cosiddetti centri di accoglienza, veri beneficiari di un business illegale sul commercio di vite umane. Così informa la Lega di Napoli.



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