Borse di studio, ma solo se sei arrivato con il barcone



L’Università di Trento ha deciso di accogliere, agevolandone l’accesso al percorso universitario, un gruppo selezionato di persone presenti sul territorio provinciale con lo status giuridico di richiedenti asilo politico e/o già in possesso di protezione internazionale, in possesso dei titoli di studio adatti per accedere all’università.
L’iniziativa è stata portata avanti in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il famigerato Cinformi (PAT) e l’Opera Universitaria che il giorno 11 luglio 2016 avevano firmato l’accordo. È stato siglato un protocollo di intesa tra l’Ateneo e l’assessorato alla Salute e Politiche sociali e l’assessorato all’Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento.
In base al protocollo, per l’a.a. 2016/2017 e i successivi viene data ogni anno l’opportunità a 5 studenti di un inserimento universitario presso l’Università di Trento e una borsa di studio e alloggio per un tempo da concordarsi, per lo meno pari ad un ciclo triennale del percorso di studi universitari.

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Tradotto, significa che se sei un fancazzista africano fuggito dalla guerra in Siria, e gli italiani ti stanno mantenendo in hotel, potrai frequentare gratis l’università. Se sei italiano, dovrai pagare. Non solo le tasse, anche la casa.

L’impegno dell’Università verso i richiedenti/titolari di protezione internazionale si traduce anche in altre iniziative di carattere sportivo e formativo. Il progetto è inserito all’interno del “Mentorship”, un progetto legato a tutte le università italiane per il “supporto Youth to Youth per l’integrazione di studenti con diverso background”. Il progetto, gestito dal ministero dell’Interno e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) è una invereconda – l’ennesima – marchetta del PD e dei suoi accoliti in vari settori della società, agli immigrati.

L’obiettivo è dare attuazione ai principi del Piano di colonizzazione e sostituzione etnica voluto dal governo. Che nessuno ha mai votato.

La tirannia delle minoranze.



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