Soros e Bono nei nuovi Panama Papers, denaro senza frontiere



Ci sono anche i paladini dell’immigrazione Bono, Madonna, Rania di Giordania e lo speculatore George Soros fra gli investimenti offshore di ricchi e potenti svelati dalle nuove carte dei Panama Papers

Ma anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta. La regina risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. Uno dei tanti paradisi fiscali britannici utili alla élite locale per eludere le tasse che pagano i normali cittadini.

La nuova ‘puntata’ dei Panama Papers riguarda affari e operazioni finanziarie spregiudicate attribuite anche al braccio destro e regista dell’ascesa politica del premier canadese Justin Trudeau, ai colossi Usa Apple e Nike (accusati di aver usato artifici vari per eludere il fisco), a oligarchi e imprese a partecipazione statale russi, con il coinvolgimento di Paesi vari: da Malta alla Repubblica del Congo.

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Per quel che riguarda i profitti generati da proprietà reali britanniche, ad aggravare la situazione c’è il fatto che, sebbene probabilmente in modo legale, questo denaro della regina sarebbe stato investito negli ultimi 12 anni – dopo il passaggio offshore – anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse: criticate da tempo per lo sfruttamento di lavoratori, famiglie povere e persone vulnerabili.

Le élite adorano la Globalizzazione: traffico senza frontiere di uomini, merci e denaro. Loro si arricchiscono, voi vi impoverite.



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