Claudio Tesauro, l’uomo che traghetta i clandestini e poi vince gli appalti per ospitarli



Un interessante (e inquietante) articolo di Francesca Totolo sul giornale online oltrelalinea.news non ha avuto la diffusione che meriterebbe.  Quindi ne pubblichiamo un estratto.

La parte che riguarda il presidente dell’associazione Antritrust che è anche presidente di Invitalia e dei trafficanti umanitari di Save the Children dal lontanto 2008:

Veniamo al presidente di Save The Children, Claudio Tesauro, che ricopre la medesima carica anche in Invitalia, ruolo curiosamente non riportato sul sito ufficiale dell’organizzazione non governativa.

Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa) è una società per azioni italiana partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e si occupa di edilizia; Invitalia gestisce la quasi totalità delle agevolazioni dello stato alle imprese e alle startup a contenuto innovativo, fornisce un supporto tecnico e operativo alla pubblica amministrazione in particolar modo al Ministero dello Sviluppo Economico, e provvede all’attuazione degli accordi di programma riguardanti i progetti finanziati dall’Unione Europea. Dal 2014, Invitalia si occupa anche di edilizia ed è proprio questo settore che potrebbe generare un chiaro conflitto di interessi a causa della carica di Tesauro in Save The Children. La società è la responsabile degli appalti per il Ministero dell’Interno della “progettazione e realizzazione di interventi di adeguamento strutturale e impiantistico degli immobili da destinare alle finalità dell’accoglienza dei migranti”. Antonio Amorosi per La Verità elenca i bandi pubblicati da Invitalia: la riconversione di un edificio del comune di Trinitapoli in centro per migranti e di una struttura presso il porto di Reggio Calabria, oltre al bando relativo all’hotspot del Residence degli Aranci di Mineo, dopo la bufera sulla malagestione del centro che ha visto una pioggia di avvisi di garanzia cadere su chi lo gestiva precedentemente. Al momento al centro di un duro scontro politico, Invitalia si è occupata anche del bando per l’adeguamento a hotspot dell’ex caserma Gasparro di Bisconte (Messina). Alle gare d’asta strettamente legate al settore edile, si aggiunge anche la gestione del bando per il servizio di mediazione linguistico-culturale indirizzato alla Polizia di Stato, destinato agli agenti che si occupano delle fasi di soccorso ed identificazione dei migranti sbarcati sul territorio italiano.

Quindi Claudio Tesauro grazie alla missione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo di Save The Children “fa arrivare” i migranti in Italia, e poi grazie a Invitalia gli offre l’accoglienza migliore, e in questo caso non a “scopo umanitario” essendo una società per azioni e non una onlus.

Ricordiamo anche che Save The Children ha beneficiato di generose donazioni effettuate dagli ultimi due governi italiani (Renzi e Gentiloni). L’organizzazione ha più volte dichiarato che tali fondi insieme con quelli ricevuti dall’Unione Europea non sono mai stati usati per le operazioni nel Mediterraneo. In ogni caso, sono finiti tutti nel medesimo calderone.

Non pensate ad un enorme conflitto di interessi? Tesauro dovrebbe ben comprendere tale tematica visto che è anche presidente dell’Associazione Antitrust Italiana. Paradossale no?

In precedenza si era occupato di lui anche il giornalista della Verità Antonio Amorosi:

Chi è Claudio Tesauro? Avvocato e nipote del più noto giurista Giuseppe Tesauro, ex presidente della Corte costituzionale e ora alla presidenza di Banca Carige, oltre ad essere il presidente di Save the children è il potente socio dello studio Bonelli Erede Pappalardo, il più importante studio legale di affari italiano. Tesauro nel 2016 è stato nominato dal ministero dell’Economia, quindi dal governo Pd, presidente di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Invitalia è controllata al 100 per cento dall’Economia e non è nuova a scandali. La nomina di Tesauro arrivava mentre il governo Renzi finanziava la sua Save the Children con circa 2,5 milioni di euro (tra cifre erogate e debiti saldati), rispettivamente 1,9 milioni dal ministero Affari Esteri, allora guidato dall’attuale premier Paolo Gentiloni, 566.306 dal ministero dell’Interno, all’epoca in mano ad Angelino Alfano, e 30000 dai Beni culturali di Dario Franceschini.

E sapete, tra le tante cose, che attività svolge Invitalia? E’ la Stazione appaltante o centrale di committenza del ministero dell’Interno nella «progettazione e realizzazione di interventi di adeguamento strutturale e impiantistico degli immobili da destinare alle finalità dell’accoglienza» dei migranti, scrive il ministero dell’Interno in burocratese. In parole povere realizza ed adatta gli immobili da destinare all’accoglienza, cioè i centri governativi Cara/Cie e quelli di accoglienza straordinaria Cas. Lo scrive Marco Minniti il 13 marzo 2017 presentando alla Camera dei Deputati il Piano nazionale per fronteggiare i flussi. Nel complesso e frastagliato lavoro il governo racconta che nel 2015 ha impegnato circa 37 milioni di euro per gli adeguamenti dei centri in cui interviene Invitalia. Ma il piano straordinario, per i bei risultati ottenuti, costa complessivamente 821 milioni e «produce anche un debito pari a 211.529.585 euro», se ne lagna un po’ il ministro. (L’Italia ha invece stanziato complessivamente per l’accoglienza e l’immigrazione anche per il 2017 4,6 miliardi di euro, ndr)

Può il presidente di Save the children che recupera i migranti in mare ricevere dal governo l’incarico di presidente in società pubblica che fa da Stazione appaltante per i centri di accoglienza degli stessi migranti? E contemporaneamente incassare dallo stesso governo anche 2,5 milioni di euro?

Fanno un po’ tutto, Tesauro e la sua Ong. Sarà pure legale, ma non c’è un conflitto di interessi?

Forse non lo vedono perché Tesauro è anche presidente dell’Associazione Antitrust Italiana (AAI) che si occupa proprio di diffondere la cultura della concorrenza e il contrasto ai conflitti di interessi. Chi meglio di lui è garanzia contro questi tipi di conflitti?

Gli interventi di Invitalia sono imponenti come si capisce anche dalla pubblicazione di due nuovi bandi milionari destinati all’accoglienza: quello per riconvertire e adeguare un edificio del comune di Trinitapoli (Bitonto) in centro per migranti (15 dicembre 2016) e quello per l’affidamento e realizzazione allo stesso scopo di una struttura presso il Porto di Reggio Calabria» (19 maggio 2017), con un importo di gara di 1.382.935 euro.

Nella primavera 2016, Invitalia ha anche pubblicato un bando all’hotspot del Residence degli Aranci di Mineo (importo 1.932.000 euro). L’intervento è maturato nei mesi dell’inchiesta della Procura di Catania sulla malagestione del centro per richiedenti asilo di Mineo, con il rinvio a giudizio di politici, funzionari, amministratori e titolari delle imprese e delle coop che hanno gestito in questi anni il Cara. E l’attività non si ferma perché di recente Invitalia ha rafforzato, per le politiche di gestione dei flussi migratori, la propria collaborazione con il Ministero dell’Interno, firmando una convenzione in cui si decide che metterà il naso nel bando per il servizio di mediazione linguistico-culturale destinato alla Polizia di Stato, servizio da effettuare nelle fasi di soccorso ed identificazione dei migranti sbarcati sul territorio italiano. Infine, è ancora nel maggio scorso un appalto nel porto di Crotone da 2,7 milioni di euro per la realizzazione di una tendostruttura destinata alla prima accoglienza.

 



Lascia un commento