Coppia di invalidi: “Non possiamo vivere con 500 euro di pensione”



“Siamo due invalidi di 62 anni, gravemente ammalati e portatori di handicap con gravi patologie”. E’ l’incipit della lettera che Alessio Vanni ha scritto al sindaco Nardella circa un mese fa. L’uomo chiede di incontrare il primo cittadino in quanto lui e la moglie non riescono a vivere con i soldi della pensione, nonostante alloggino in una casa popolare. Il 62enne vuole un faccia a faccia con Nardella al quale vuole chiedere perchè i contributi comunali per i meno abbienti non arrivino con regolarità. Al momento però da Palazzo Vecchio non si è fatto sentire nessuno.

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Alessio e la moglie hanno due pensioni di invalidità. L’uomo quattro anni fa è stato costretto a lasciare il lavoro perché si è ammalato. Sua moglie invece era malata da tempo, in questo momento è sotto dialisi e soffre di depressione. Alessio chiede al sindaco un incontro per illustrargli la loro situazione. Appena non è più stato in grado di lavorare, ha ricevuto lo sfratto dalla casa in cui abitava. “In quel caso il Comune ci aiutò trovandoci una casa popolare (ERP)”.

Le cose però non vanno a migliorare. La famiglia riesce ad avere 540 euro al mese di pensione: circa 150 euro vengono spesi per i farmaci, 45 euro per l’affitto, 70 euro tra gas e luce. Ogni mese rimangono ai coniugi solo circa 270 euro con i quali sopravvivere. “Abbiamo fatto staccare il telefono – raccontano – perché non riuscivamo a pagare le spese. Non abbiamo più niente, né una macchina né un motorino”.

“Il problema – dice Alessio – è che i contributi comunali per i meno abbienti non arrivano sempre, a volte 150 euro, a volte qualcosa in più, altre volte sono costretto – conclude – a chiedere un prestito a chi me lo può dare”. La coppia ha due figli che vivono fuori Firenze: entrambi hanno una famiglia da mandare avanti con non poche difficoltà. “Quando possono ci aiutano – spiega la coppia – ma hanno problemi economici anche loro”.

Sarebbe facile prendersela con la sindaca Nardella, ma in questi casi i sindaci fanno quello che possono. I colpevoli sono a Roma.

Ora, se in Italia si vivesse una situazione diversa, potremmo anche dire che non ci sono soldi. Ma siccome per mantenere gli africani in fuga dalla guerra in Siria ci sono 35€ al giorno, che sono oltre 1.000 euro al mese, in forma di vitto, alloggio, schede telefoniche, vestiti, sigarette e paghetta per gli stravizi, allora non è tollerabile che due italiani invalidi debbano invece vivere con una pensione (in due) 540 euro.

Per quale motivo, due italiani dovrebbero riuscire a vivere con 540 euro, se per ogni immigrato si spendono oltre 1.000 euro? Significa che per il governo il primo che sbarca vale 4 volte un pensionato italiano invalido.



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