PD chiude punto nascite, bimbo italiano muore

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La tragedia del decesso del neonato della montagna modenese, venuto alla luce e morto il 29 ottobre dopo una inutile corsa all’ospedale di Sassuolo, ha suscitato sdegno. La mamma di Pavullo, che ha 35 anni, era alla trentasettesima settimana di gravidanza, ha perso il bambino per il distacco della placenta.

Il punto nascite dell’ospedale di Pavullo del Frignano ha cessato l’attività su decisione della Regione al pari dei punti nascite di Castelnovo Monti e di Borgotaro.

I soldi servono probabilmente al piano della stessa Regione per gli Zingari.
Un milione di euro per finanziare sette dei nove progetti presentati dai Comuni e loro Unioni nell’ambito del bando regionale per micro aree pubbliche. Intanto chiudono i punti nascita.

L’assessore obietta che “l’Azienda sanitaria aveva chiarito come, rispetto alla situazione che si era presentata, fosse assolutamente necessario ricoverare la partoriente in una struttura sanitaria attrezzata per questo tipo di patologia, quale è l’ospedale di Sassuolo. È chiaro quindi- ha aggiunto Venturi- che, anche se non fosse in atto la sospensione dell’attività del punto nascita di Pavullo, sarebbe stato necessario il ricovero a Sassuolo”.

Tace tuttavia sul fatto che, se il punto nascite fosse stato attivo, forse si sarebbe potuto decidere per tempo il trasferimento della mamma, che ora piange il suo bambino.

Il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, che ha presentato un’interrogazione sul fatto esprime “profonda tristezza” e chiede all’assessore Venturi di “fare un passo indietro” sulla chiusura dei punti nascita. “Purtroppo – sottolinea il consigliere – abbiamo avuto subito la dimostrazione di quanto strutture che garantiscano i servizi di prossimità siano fondamentali: soprattutto in ambito sanitario e in zone, come quelle montane, già penalizzate dalla collocazione geografica e dalle conseguenti difficoltà logistiche”.

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Per questo, “chiedo all’assessore Venturi di valutare un cambio di rotta sui punti nascite. Sono stati chiusi assecondando presunti standard di sicurezza che solo un determinato numero di parti all’anno garantirebbe. Tuttavia, evidenzio due dati. Primo, l’ospedale di Pavullo ha fatto registrare negli anni una percentuale molto bassa, nettamente inferiore alla media nazionale, di tagli cesarei nel trattamento dei parti, questo sì un inequivocabile parametro di alta qualità dell’offerta sanitaria. Secondo, la tempestività, come noto, è un fattore chiave della medicina d’urgenza: i servizi di prossimità, come quello di Pavullo, sono a maggior ragione indispensabili. Ecco perché è opportuno un passo indietro sulla chiusura dei punti nascite”.

Luca Mulè, consigliere comunale a Vezzano sul Crostolo e coordinatore provinciale di Direzione Italia torna a criticare duramente la chiusura del punto nascite del S. Anna di Castelnovo Monti.

“Ribadisco come questa scelta sia priva di lungimiranza e i fatti lo dimostrano; il reparto S. Anna di Castelnovo rappresenta per la Comunità Montana un punto nevralgico di assistenza e non può essere chiuso – scrive Mulè – Il rischio che questo episodio provochi insicurezza e sfiducia è chiaro, oltretutto dopo che abbiamo appreso dalla stampa dell’ l’incidente occorso a un’ ambulanza all’uscita della nuova galleria, proprio per la pericolosità della nostra statale 63 che porta in città.

Non possiamo accettare che in una situazione di gestazione urgente di distacco della placenta come avvenuto a Pavullo, si debba mettere in rischio la vita di persone che dovrebbero avere garantito il diritto all’assistenza immediata. Per questa ragione – annuncià Mulè . presenterò una mozione questa sera presso il Consiglio Comunale di Vezzano sul Crostolo e domani presso l’Unione dei Comuni Unione Terre Matildiche per contrastare questa scelta irresponsabile”.

Soldi a zingari, immigrati e africani in fuga dalla guerra in Siria. Navi con reparti neonatali piazzate davanti alla Libia per far partorire le nigeriane incinte. E i bambini italiani nascono morti.

Navi Marina trasformate in Nursery dell’invasione: tagli a sale parto in Italia – FOTO CHOC

Questo è il governo del PD. Questo è il governo dello ius soli. Da sbranare.




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