Ostia, il 5 Novembre votare CasaPound è dare uno pugno al Sistema



E tranquilli, i ‘fascisti’ non sono alle porte. Alle porte, anzi già dentro, abbiamo gli afroislamici.

Un “sindacato del popolo che ogni sabato consegna derrate alimentari  a 250 famiglie italiane povere. Perché un padre pensa prima ai suoi figli e poi a quelli degli altri”.
Solo il risultato delle urne sarà in grado di dire se Casapound confermerà quello che il cosiddetto “polso” del territorio suggerisce.
Fatto sta che, il Sistema inizia a temere CasaPound. A temere in una sua clamorosa vittoria al Municipio X della Capitale al voto il 5 novembre dopo oltre due anni di commissariamento per infiltrazioni criminali nell’amministrazione. Lo si comprende dal bacio mortale di tal Roberto Spada, membro della gang criminale di zingari locali, di cui parleremo più avanti.
Dagli abitanti delle case popolari di Nuova Ostia alle categorie produttive – balneari, commercianti e imprenditori – il sentimento di frustrazione ha ormai preso il sopravvento. L’ultimo sondaggio riportato dal quotidiano Il Foglio vede Casapound al10%, al terzo posto dietro M5S e centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Con Salvini) e sopra il derelitto Pd. Potrebbe andare al ballottaggio, e poi sarebbe tutta un’altra storia.
“La nostra è una campagna elettorale costante. Non abbiamo mai iniziato perché non abbiamo mai smesso. Siamo il nuovo sindacato del popolo”, spiega Luca Marsella leader locale del movimento e candidato.
Nell’ultimo anno sul litorale i giovani militantihanno organizzato vere e proprie ronde antiabusivismo sulle spiagge, cacciando i venditori abusivi africani.  Operazione che ha spinto la bizzarra Procura di Roma a indagare per violenza privata a manifestazione non autorizzata.
Ma il  popolo è con loro. Successo hanno avuto i sit-in anti-rom, quelli contro il degrado e contro le occupazioni dei migranti, come quella dell’ex colonia Vittorio Emanuele, costruzione in disuso dove vivono “da 20 anni” alcune centinaia di spacciatori e clandestini eritrei, “divenuta una piazza di spaccio e un luogo di estremo degrado”: un vero pallino per l’aspirante presidente, il cui sgombero, in caso di vittoria, “sarà il primo risultato che porterò da minisindaco, entro 15 giorni dalla mia elezione, non l’ha fatto nessuno ma lo farò io”, aggiungendo che “i clandestini” ospiti “devono andare viadall’Italia”.
Non solo.  Casapound (e Forza Nuova) porta avanti un costante lavoro sociale mai svolto dall’estrema sinistra. Ad esempio a Nuova Ostia, zona popolare, degradata e preda dei clan malavitosi, da mesi i militanti distribuiscono pacchi mensili di derrate alimentari a 250 famiglie in difficoltà, tutte rigorosamente italiane, “perché uno Stato deve pensare prima ai suoi figli e poi a quelli degli altri”, sottolinea Marsella, mentre ricorda che, sempre a Nuova Ostia – divenuto ormai un fortino nero – “siamo stati gli unici (insieme a Roma ai Romani) ad opporci agli sfratti ingiusti di famiglie incolpevoli dopo lo scandalo Armellini: dov’erano gli altri partiti? A fare gli inciuci con Buzzi”.
“Una volta – racconta un militante – abbiamo rotto talmente tanto le scatole all’Acea che in meno di una settimana siamo riusciti a far riparare un guasto alla rete idrica che teneva un intero condominio senz’acqua da mesi”. Sempre al grido di “prima gli italiani”, numerose sono state le iniziative in favore dei commercianti: “Abbiamo difeso molti negozianti sotto sfratto – racconta Chiaraluce, che alle scorse elezioni comunali ha raccolto oltre 1.300 preferenze, fra le donne più votate a Roma – gli italiani vengono prima di tutto”.
Marsella e Casapound hanno ottenuto l’appoggio politico di Gianni Alemanno e Francesco Storace, del Movimento Nazionale.
E che CasaPound possa fare il botto, lo dimostra l’agguato dello zingaro Roberto Spada, con l‘endorsement affidato a Facebook il 26 ottobre: “5 novembre si avvicina e sento dai cittadini la stessa cantilena “qua sto periodo se vedono tutti sti politici a raccontarci barzellette, mai visti prima, e dopo le votazioni rispariranno…. gli unici sempre presenti sempre esclusivamente Casapound”……..e questa la realtà ho molti errano? Cosa hanno fatto le altre forze politiche in questi due anni?”.
Roberto, fratello di quel Carmine meglio noto come “Romoletto”, quest’ultimo fino al suo arresto nel 2016 capo dell’omonimo clan sinti, condannato a 10 anni di carcere per usura e estorsione con aggravante mafiosa. Sebbene meno di un mese fa anche altri componenti della sua famiglia abbiano subito condanne nell’ambito di un’inchiesta sul racket delle occupazioni nelle case popolari, va detto che Roberto Spada da questo punto di vista risulta incensurato. Ma cosa c’è di meglio se l’appoggio pubblico di uno come lui, per disturbare una campagna elettorale in ascesa?

“Noi condanniamo la criminalità – ha ribadito il candidato presidente – ma le associazioni del territorio vanno coinvolte. La mafia era nel Municipio, gli arrestati sono del Pd, la criminalità si combatte creando centri di aggregazione e di ascolto”.

Solitamente Vox non dà mai indicazioni di voto. Vi diciamo semplicemente chi non votare: il PD. Cosa che fareste da soli, visto che per leggerci si devono avere più di due neuroni e non devono essere annebbiati dall’uso di droghe.

Ma Ostia è un caso particolare. Ci sono diversi motivi perché votiate CasaPound. Uno è la possibilità di mandare un potente vaffanculo all’élite che ha preso in ostaggio le istituzioni italiane, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Un avviso di cosa potrebbe accadere, se approvano lo ius soli. E se siete del M5S, è un modo per dire alla Raggi di correggere la rotta, perché i Romani vengono prima di zingari e immigrati. Allora non fatevelo dire due volta, mandiamo affanculo il Sistema.



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