Detenuti tunisini sono già a Ventimiglia, escalation violenze

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Escalation di violenze a Ventimiglia. I detenuti tunisini caricati sui treni in Sicilia dalle cosiddette ‘forze dell’ordine’ sono arrivati in città. E si sono scatenati.

Marco Del Signore, amministratore del gruppo Facebook “Ventimiglia Libera”, cha ha preso carta e penna per scrivere al prefetto e ha organizzato una manifestazione di protesta i cui dettagli verranno rivelati nei prossimi giorni.

“Egregio Prefetto in seguito ai crescenti fatti di cronaca, tra i quali si contano aggressioni, furti e scippi ad opera di migranti/clandestini di varie etnie che stazionano ormai in maniera fissa non solo nel Parco Roya, ma bivaccano ed espletano le loro necessità nel greto del fiume, all’interno della stazione ferroviaria e nella piazza antistante, negli edifici dismessi e via dicendo, noi cittadini non ci sentiamo più, in modo assoluto, sicuri e tutelati anche di fronte ai comportamenti che i migranti/clandestini hanno preso… in fatto di ubriachezza molesta e di raduni nel piazzale antistante il cimitero in via Tenda, spesso teatro di liti e risse, oltre a “rumorosi” incontri che si protraggono fino a notte fonda, senza alcun rispetto neanche per i nostri morti”, si legge nella missiva, “L’ordinanza del Sindaco riguardo il divieto di vendere e acquistare alcolici dopo una certa ora si è rilevata a TUTTI gli effetti Nulla e Inefficace. Non possiamo andare avanti così! Si ha paura per la scarsa sicurezza che si respira, le donne specialmente hanno timore ad uscire per le commissioni… Questi nostri ospiti non hanno ritegno neanche di una donna con il figlio nel passeggino: in un caso, infatti, una mamma è stata derubata del suo telefono cellulare. Poi l’aggressione ad una anziana di 72 anni: in tre l’hanno bloccata mettendole una mano sulla bocca e portandole via i sette euro che aveva nel portafoglio. E ancora: il furto di uno smartphone ad una ragazzina di appena 12 anni. Tutti questi episodi sono stati riportati dai giornali, ma ce ne sono anche altri, come le tentate aggressioni alle donne che salgono in auto e si mettono alla guida e spesso si ritrovano uno di questi individui che apre la portiera e tenta di salire o prendere la borsa: episodi, questi, di cui i media non hanno ancora scritto, ma ai quali assistiamo ormai quotidianamente”.
Per questi motivi, il gruppo, che conta 1831 iscritti, ha indetto una manifestazione per richiedere “più sicurezza e tutela, più organico (se necessario) nelle forze dell’ordine, la revisione completa del programma di accoglienza, tutela e sicurezza sanitaria, espatri immediati per chi dovesse risultare clandestino”.

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