Vescovo parla dei profughi : “Prima vengono gli Italiani”

L’Arcivescovo di Sassari Paolo Mario Virgilio Atzei ha ricordato il messaggio cristiano del prossimo tuo

“Alcuni vescovi hanno dichiarato che talvolta esiste la tendenza a privilegiare i migranti rispetto agli italiani, e spesso purtroppo è vero – ha dichiarato monsignor Atzei – e la carità e la solidarietà vanno esercitate nei confronti di tutti, senza guardare alla condizione personale e non possiamo fare classifiche. Tuttavia nel fare carità ci vuole equilibrio e la tentazione magari ideologica o demagogica di privilegiare i migranti rispetto agli italiani esiste, e qualche volta purtroppo diventa una sorta di moda. Senza dimenticare i patimenti dei forestieri, è giusto prima di tutto occuparsi dei poveri che abbiamo in casa che soffrono fame, miseria e disagio. Nelle nostre diocesi sono molti”.

L’Arcivescovo ha sottolineato che spesso un sincero spirito di solidarietà può ingenerare un perverso senso di esterofilia e questo, spesso, si collega anche a interessi poco chiari. “In certi casi si strumentalizzano i barconi o i naufragi che suscitano emozione a fini politici o persino speculativi”.

Arcivescovo Sassari: “Ci stanno invadendo”

Monsignor Atzei ha citato a questo proposito un esempio su tutti: il vergognoso caso del risultato delle indagini dell’operazione denominata “Mafia Capitale”.

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“La solidarietà è dovere del cristiano – ha concluso – tuttavia non è ragionevole lasciare libero e incontrollato accesso a tutti senza limiti. Bisogna valutare le caratteristiche di chi chiede asilo, perchè potrebbero nascondersi dei terroristi o malintenzionati. Poco alla volta, rischiamo di smarrire la nostra identità cristiana. Tanto dipende da una Europa che sembra aver smarrito o diluito le sue origini cristiane sotto i colpi del laicismo e del secolarismo. Il cardinale Biffi saggiamente aveva predetto questa situazione e ci aveva ammoniti”.

Anche su Austria e Ungheria che bloccano l’ingresso dei clandestini, il pensiero di monsignor Atzei è antitetico a quello di Bergoglio: “è una condotta difensiva che dal punto di vista strettamente cristiano non giudico bella ma che posso comprendere e giustificare dal punto di vista della prudenza. Davanti a chi invade ci vuol cautela”.



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