Violenta figlio disabile e il cane: niente carcere, va recuperato



Ai domiciliari per spaccio di droga, rende la vita del figioletto un inferno. Lo avrebbe costretto, mentre era ai domiciliari, a subire abusi. Poi, non contento, lo avrebbe obbligato a guardare mentre aveva rapporti sessuali con il loro cane. Un incubo, durato a lungo, che il ragazzino – con un ritardo mentale – ha trovato il coraggio di raccontare a una professoressa, che ha poi dato il via alle indagini.

Protagonista dell’orrore un uomo di trentasette anni, del quale non è stato reso noto nome e nazionalità, arrestato pochi mesi prima per essere stato trovato con venti chili di hashish in auto. Dopo qualche mese di carcere, e una condanna a tre anni, il trentasettenne è tornato a casa e lì ha dato il via alle violenze.

Il bastardo, stando a quanto accertato dalle indagini, avrebbe obbligato il ragazzino ad avere rapporti sessuali con lui e ad assistere ad atti sessuali tra lui e il cane di famiglia.

Le indagini – che hanno confermato le violenze anche con intercettazioni, hanno poi accertato maltrattamenti sugli altri due figli dell’uomo. Perché più sono dementi, più si riproducono, il che apre la porta ad un’idea che dovremmo affrontare prima o poi: sterilizzare i delinquenti.

Il tutto tra il complice silenzio della moglie, che sapeva – o almeno aveva elementi per immaginare – ma mai ha denunciato l’uomo. Perché se dietro un grande uomo c’è una grande donna, dietro una bestia c’è un’altra bestia.

Ma per lui – ed è questa l’oscena novità degli ultimi giorni, annunciata venerdì dalla Questura – il tribunale, su richiesta della polizia, ha disposto un provvedimento di sorveglianza speciale di due anni.

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Si tratta – fanno sapere da via Fatebenefratelli – di un modo per provare a “recuperare” i “mostri”, cercando di regalare anche a loro una nuova vita. L’uomo, una volta libero, dovrà infatti seguire gli obblighi imposti dalla sorveglianza: per due anni dovrà stare ad almeno mille metri di distanza dal figlio, dovrà evitare qualsiasi contatto con lui e – proprio nell’ottica di recupero – dovrà obbligatoriamente iniziare un percorso terapeutico con un criminologo. Per lui, in caso di inosservanza, si riapriranno immediatamente le porte del carcere.

Uno che violenta un bambino e il cane non è recuperabile. Ma ancor meno lo è il giudice che ha deciso questa schifezza e, con lui, la questura. Con i mostri si butta la chiave. Con questo Stato di merda si procede rovesciandolo: perché non è più tollerabile.

E un trafficante con venti chili di droga sta in galera, non esce, come da leggi volute da questo governo infame e abusivo, solo pochi mesi dopo. E se fosse per noi: metodo Duterte.



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