“Fai in fretta, dopo tocca a me”, come la 18enne è stata stuprata

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“Fai in fretta, che dopo tocca a me”. Questo è lo spot allo ius soli andato in scena a Ravenna, dove c’è stato l’ennesimo stupro commesso da immigrati.

Le immagini del video sono agghiaccianti.

“La vittima era inconsapevole di essere filmata – sottolinea il Gip di Ravenna nell’ordinanza di custodia in carcere – mentre chi la stava violentando a più riprese si voltava compiaciuto e sorridente verso il cellulare che registrava”:

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Uno stuprava, l’altro filmava: immigrati violentano ragazza svenuta a Ravenna

Il 26enne romeno si avventa sulla preda, della quale non conosciamo la nazionalità. L’amico, un 27enne senegalese, riprende tutto con lo smartphone e si lamenta: “Fai in fretta – dice nel filmato sequestrato dalla polizia – che dopo tocca a me”. I due ridono, mentre l’altra ragazza presente allo stupro non alzo un dito per difendere la cosiddetta amica. Agli inquirenti dirà di “non aver potuto fare nulla per impedire la violenza”.

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Il mattino seguente, la 18enne non ricorda di aver subito la violenza. È l’amica a raccontarle quanto accaduto. Il senegalese la prende persino in giro: “Vuoi vedere cosa hai fatto? Poi cancello tutto…”. Il video, però, non viene cancellato. E, quando salta fuori cosa è successo in quell’appartamento, diventa una prova schiacciante. Inizialmente la vittima non sporge denuncia. La Squadra mobile di Ravenna viene, infatti, allertata dall’ospedale, dove la ragazza va per farsi controllare.