Arriva la «tassa sul morto», PD manda esattori nei cimiteri



Arriva la «tassa sul morto». È intitolato alla «disciplina delle attività funerarie». Obiettivo, il «superamento dell’attuale esenzione per alcuni servizi ed il loro assoggettamento all’Iva ad aliquota ridotta».

Oggi sui servizi funebri e cimiteriali non si paga l’Imposta sul valore aggiunto. La legge cambia questo regime introducendo l’Iva sul funerale, anche se con l’aliquota agevolata al 10%.

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Dice il presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo: il provvedimento «vuole riorganizzare il settore dei funerali, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l’evasione fiscale, ma in sostanza introduce nuovi costi per i cittadini, per il funerale e la sepoltura dei propri cari». Oltre all’Iva c’è anche «una sorta di affitto sulla tomba, un contributo annuale che dovrebbe essere pari a 30 euro, destinato a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali». Poi c’è «l’obbligo per i Comuni di destinare il 20% della Tasi incassata ai cimiteri monumentali affinché possano coprire i loro costi». Insomma una vera «tassa sul morto».

A presentare il disegno di legge è stato il senatore Pd Stefano Vaccari.

Che ci sia qualche tentativo di fare cassa con il morto, si capisce anche dalle parole del viceministro all’Economia Luigi Casero. Ieri ha spiegato che la temutissima cessione dei crediti fiscali non finirà nella legge di Bilancio. Ma il tema dovrà «certamente essere affrontato». Saranno ceduti solo «crediti fiscali riconducibili a procedure concorsuali, a successioni».

Quindi saranno venduti i debiti fiscali di contribuenti morti con eredi che non hanno accettato il lascito perché comprende debiti del defunto. Eredi che potrebbero trovarsi vessati, invece che dall’Agenzia delle entrate, da una società di recupero crediti.



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