Terremoto, casette di cartone: quelle di legno vanno a 250 profughi

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Case di cartone, depositate nottetempo sotto la sede della Regione Marche ad Ancona dal comitato Terre in Moto. “Visto che quelle che da un anno dovrebbero sorgere nei paesi colpiti dal terremoto ancora non si vedono, abbiamo voluto consegnare alla Regione le nostre casette, che con l’occasione ribattezziamo ‘Soluzioni abitative in attesa eterna’”, si legge in un comunicato diffuso stamani dal comitato. Nei giorni scorsi la Regione aveva diffidato il Consorzio Arcale, vincitore dell’appalto della Protezione civile nazionale per la fornitura delle Sae, proprio per i ritardi nella consegna delle casette. “Dopo un anno – afferma Terre in Moto – continuare a chiamarle Strutture Abitative in Emergenza sembra una gigantesca presa per i fondelli. Basta confrontare i tempi che la Regione aveva previsto a maggio 2017 con lo stato attuale delle cose”.
Terre in Moto contesta anche le condizioni di lavoro degli operai nei cantieri delle Sae, “costretti – si legge – a turni di lavoro massacranti.

SCANDALO: CASETTE SAN GIULIANO NEGATE AI TERREMOTATI, OSPITERANNO AFRICANI

Intanto le bellissime case di legno del villaggio di San Giuliano di Puglia, realizzato per il terremoto che colpì la zona, che già da mesi potevano essere smontate e sistemate nelle nuove zone colpite, ospiteranno giovani fancazzisti africani in fuga dalla guerra in Siria.

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Il prefetto Pantalone, responsabile del Dipartimento Emigrazione (!) presso il Ministero dell’Interno, comunica che il numero di migranti previsti nel Centro di accoglienza di San Giuliano di Puglia di 250.

Non solo. Anche le poche casette consegnate ai terremotati dell’Italia centrali sono invivibili: hanno problemi continui e le persone, già disperate per essere rimasti senza la “loro” casa, mandano lettere di fuoco. Gli infissi lasciano passare l’aria fredda di montagna tipica di quelle zone e, come se non bastasse, il riscaldamento funziona male. Lo si legge in un articolo del settimanale Panorama che aggiunge anche che “dagli allacci sotto i sanitari sbucano i topi”. E sono pure costate molto, “ben 1.200 euro al metro quadro” racconta al settimanale, il sindaco di Visso (Macerata) Giuliano Pazzaglini, “cui si aggiungono le opere di urbanizzazione, circa 650 euro al metro quadro».
E le storie di cittadini esasperati non si contano: si inizia da Fabio Ianni di Arquata del Ronto (Ascoli Piceno) che è stato costretto a portar via dalla casetta la madre perché, scrive in una lettera a sindaco e carabinieri, “dal giorno della consegna, l’unità immobiliare è ancora priva dei requisiti fondamentali per la sopravvivenza giornaliera. Nonostante solleciti telefonici e sopralluoghi, la caldaia non ha mai funzionato ed è ancora parzialmente smontata”. C’è poi il caso di Rita D’Annibale, di Amatrice (Rieti): “Nella casa di mia madre” racconta a Panorama, “il pavimento si è gonfiato e lo sciacquone si è rotto”. Ci si sposta ad Accumoli (Rieti) e la situazione è la medesima: “Subito dopo la consegna il piano della cucina si è spaccato” dice Roberta Paoloni, “porte e finestre non chiudono bene. Le grondaie non raccolgono l’acqua”. E poi c’è il caso del tetto danneggiato per colpa del vento raccontato in un articolo de Il Giorno. “Lunedì pomeriggio è accaduto l’inaudito” spiega Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, “è bastato un vento più forte del solito per staccare il colmo del tetto e gettare i terremotati nello sconforto”. “Siamo qui dai primi di agosto” dice un’inquilina di una delle casette danneggiate, “il vento tirava abbastanza forte, si vede che quel pezzo non era agganciato bene. Infatti i pompieri non sono riusciti a recuperare nulla, sono stati proprio costretti a togliere la lamiera che era tutta piegata”.

E non resistono nemmeno al vento: alcune son state scoperchiate. Una forte folata di vento ha infatti abbattuto il tetto di due casette di emergenza. “Cadono a pezzi” si legge in alcune proteste sui social network.
E’ successo martedì nel complesso di Sae (Soluzioni Abitative d’Emergenza) di Fonte del Campo, frazione del Comune di Accumoli. Non ci sono feriti, ma le due famiglie ospiti delle casette resteranno senza tetto almeno fino a oggi.
“Se non l’avessimo visto con i nostri occhi non ci avremmo creduto – racconta all’Agi la componente di una delle 9 famiglie delle altrettante casette di Fonte del Campo – è bastata una folata di vento per far saltare i colmi dei tetti. Abbiamo subito chiamato i vigili del fuoco e l’ufficio tecnico del Comune di Accumoli, che sono giunti sul posto per verificare l’effettiva entità del danno. E ora siamo così, con il tetto in queste condizioni, che nella malaugurata ipotesi dell’arrivo della pioggia ci ritroviamo l’acqua dentro casa”.




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