Il governo avvelena i bambini di Taranto



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Un bambino con la maschera antigas gioca sulla sabbia mentre alle sue spalle fumano tre ciminiere che sembrano quelle dell’Ilva di Taranto. È la foto pubblicata su Facebook dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che esorta gli internauti a protestare contro chi inquina la città. “Caricate e diffondete questa foto – scrive il governatore su Fb – per protestare contro coloro che a Taranto avvelenano la città ricoprendola di micidiali polveri sottili”.

Ilva: Emiliano su Fb pubblica bimbo che gioca con maschera antigas

Nei giorni scorsi il governatore pugliese aveva condiviso il video di un uomo che, affermando di essere dipendente Ilva, filmava il cielo del quartiere Tamburi, a ridosso del siderurgico, ricoperto da una nube rossastra.

Una ricerca di ricercatori guidati dell’epidemiologo Francesco Forastiere «dimostra una relazione di causa-effetto tra le emissioni industriali e il danno sanitario a cui risulta esposta la cittadinanza di Taranto».

Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa, assieme alla raffineria dell’Eni e all’impianto della Cementir. E la più inquinante con la benedizione del governo abusivo.

L’eccesso di malattie oncologiche, i particolare tra i bambini che vivono nei quartieri più vicini allo stabilimento siderurgico, è catastrofico. Il dato è più alto del 30% rispetto alla media nazionale.

Lo studio ha confermato che l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano, che si traducono in eventi di malattia e morte.

Il documento è già approdato sul tavolo del presidente abusivo del Consiglio Matteo Renzi, che però se ne frega dei bambini italiani di Taranto: lui pensa a raccattare finti minorenni in Libia, e a scaricarli in Italia.

La ricerca ha preso in esame le condizioni di salute di 321 mila persone residenti nei comuni di Taranto, Massafra e Statte, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1998 e il 31 dicembre 2010. E arriva fino al 2014, quando i soggetti coinvolti sono morti oppure emigrati. Oltre all’ecceso di patologie oncologiche nei bambini tra 0 e 14 anni, un secondo elemento di criticità all’interno della popolazione generale è rappresentato dai tumori del polmone, della mammella e dei reni. Chiare correlazioni sono emerse anche tra l’esposizione professionale e l’eccesso di mortalità per tumori allo stomaco, al polmone, alla pleura (mesotelioma) e al rene.

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A causare l’aumento della mortalità complessiva è l’eccesso di polveri sottili (Pm 10) e anidride solforosa riscontrato nell’aria di Taranto, inquinanti emessi dalle tre industrie pesanti presenti sul territorio. Il tutto a un paio di chilometri dal quartiere Tamburi, il più falcidiato dall’inquinamento atmosferico. «Anche tenendo conto degli effetti della stratificazione sociale, la situazione sanitaria in termini di mortalità e ricoveri ospedalieri non è uniforme nella città», hanno messo nero su bianco gli scienziati, confermando uno scenario da tempo noto ai pazienti e alle loro famiglie.



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