Stupro di gruppo: «Due Profughi la pestavano, il terzo mostrava i genitali»



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«Quella notte stavamo eseguendo un pattugliamento in auto, quando ho visto, in una traversa di via Nazionale, tre uomini di colore intorno a una donna sdraiata a terra. Due di loro davano pugni in testa alla vittima, che aveva i pantaloni abbassati, un terzo mostrava i genitali. Siamo intervenuti».

Questi, i drammatici dettagli sulla brutale aggressione del scorso marzo, raccontati dall’appuntato dei carabinieri di Monteforte Irpino questa mattina davanti al tribunale di Avellino.

Quella notte erano stati arrestati due africani, ai quali se ne era poi aggiunto un terzo, per un tentato stupro e una rapina ai danni di una 40enne residente nel comune di Monteforte.

I carabinieri avevano colto gli imputati in flagranza di reato. I tre sono accusati di tentato stupro, rapina e danneggiamento personale.

Oggi era presente in aula uno di loro, Okoh Ifeanji, assistito da una mediatrice culturale che si è occupata della traduzione.

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«I tre uomini di colore, vedendoci arrivare, erano fuggiti via. Io avevo inseguito quello che aveva i genitali in vista. Nella corsa lui si era rialzato i pantaloncini e aveva gettato un cellulare nero e un preservativo. L’ho raggiunto e l’abbiamo arrestato», ha riferito il militare.

In seguito alle sue dichiarazioni, erano stati convocati alcuni immigrati, residenti di un centro d’accoglienza di Monteforte. Immigrati che rispondevano all’identikit fornito dalla donna. E ora a processo.



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