SPRAR: Piano del PD per ripopolare 1.000 Comuni con 200mila Africani



Il governo ha lanciato un nuovo piano per rendere permanente la presenza dei sedicenti profughi in Italia. E’ il secondo passo verso la sostituzione etnica. In sintesi: gli italiani dovranno pagare per farsi sostituire dai migranti afroislamici.

Cosa prevede? Formazione e avviamento al lavoro. Solo così, secondo il ministero dell’Interno, si potrà compiere un ulteriore passo senza fermarsi all’accoglienza. Perché l’obiettivo non è mai stato salvare qualcuno dalla guerra, visto che provengono da paesi dove ci sono meno stragi che in Europa, l’obiettivo è sempre stato procurare manodopera low-cost alle multinazionali e alle coop vicine al PD.

“Se il 2016 è stato segnato da un accordo con l’Anci per coinvolgere il maggior numero possibile di Comuni affinché si allargasse il sistema Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati), ora è tempo di stringere un altro accordo con le Regioni perché la formazione professionale e l’avviamento al lavoro è innanzitutto una competenza loro”.

Il tutto attraverso quella rete di ‘accoglienza’ chiamata SPRAR, alla quale hanno aderito 1017 comuni su 7978. Lo SPRAR, che dietro l’acronimo Servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati, nasconde un’opera capillare di sostituzione etnica. Attualmente ha ricollocato sul territorio italiano ben 31400 giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria nei 1.017 comuni a guida PD che hanno aderito al piano di ripopolamento.

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Uno dei sindaci che ha aderito al progetto di sostituzione etnica, è Matteo Biffoni, sindaco PD di Prato e delegato per l’immigrazione dell’Anci: “Nello Sprar abbiamo cinquemila posti più di prima ed è un fatto innegabile. Poi, certo, – aggiunge – se si partiva dall’aspettativa di raddoppiare i posti, siamo ancora lontani; se si partiva dall’aria che tira, è un successo”. Dopo i Cinesi vuole gli Africani. Nel PD non c’è vita intelligente, solo fame di nuovi membri africani come nel Vaticano.

Il ministro Marco Minniti, la settimana scorsa, ha spiegato in Parlamento il suo progetto di colonizzazione a lungo termine: “È chiaro – ha detto – che se potessimo incrementare significativamente il numero dei Comuni che accolgono, potremmo rafforzare di più un mio intendimento che in ogni caso intendo perseguire, cioè un processo di superamento dei grandi centri di accoglienza”. Per diffonderli meglio.

Attualmente i contribuenti italiani mantengono 196 mila fancazzisti: vitto, alloggio, schede telefoniche, compagnia, assistenza medica, paghetta per gli stravizi e sigarette. Di questi 30 mila nei centri dello Sprar gestiti dai sindaci del PD, gli altri 160 mila sono in hotel e appartamenti gestiti dalle prefetture. Ma l’obiettivo, come detto, è eliminare i grandi centri per diffonderli sul territorio e rendere la loro permanenza meno individuabile e quindi strutturale.

Uno dei più attivi è il sindaco di Riace, che mentre ripopolava la sua cittadina con maschi africani in fuga dalla guerra in Siria ha fatto sparire qualche milione di euro.



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