Arabia Saudita vicina all’ingresso nella UE, con il trucco



Se la Turchia si allontana dall’Unione Europea, un altro stato islamico, l’Arabia Saudita, è candidata ad entrarci. Attraverso un suo stato cliente: la Bosnia.

L’allarme è stato lanciato in una conferenza stampa del Gruppo Visegrád, i paesi dell’Est che si oppongono all’africanizzazione e islamizzazione del continente. Il presidente ceco Zeman ha dichiarato: “I quattro presidenti hanno fortemente convenuto che esiste il rischio della diffusione dell’islam radicale in Bosnia. Sono lieto che i miei colleghi hanno convenuto sul fatto che questa diffusione è ampiamente finanziata da fonti saudite. ”

Il presidente ungherese János Áder, quello slovacco Andrej Kiska e il presidente polacco Andrzej Duda si sono detti in totale accordo con Zeman che questi fondi sono utilizzati in una realizzazione capillare di moschee e minareti.

L’Arabia Saudita sta finanziando una vera e propria islamizzazione della Bosnia attraverso la dottrina estremista del wahabbismo che si richiama alla forma purista dell’Islam. Dopo le guerre jugoslave, nelle quali l’Occidente ha stupidamente combattuto contro la Serbia al fianco dei musulmani, si sono creati in Europa due stati a maggioranza islamica: Bosnia prima e Kosovo poi. In questi l’Arabia Saudita ha trovato il cavallo di Troia per l’islamizzazione di tutta Europa. Radicalizzando le popolazioni musulmane dei balcani, lascito dell’invasione ottomana.

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Anche perché la Bosnia è seriamente – anche se sembra ridicolo – candidata all’ingresso nella UE. E se la Bosnia entrasse, sarebbe come se fosse entrata l’Arabia Saudita. Che sta agendo su due piani paralleli: con l’immigrazione islamizza i paesi europei e attraverso paesi a maggioranza musulmana in Europa entra dalla porta principale.

Senza dimenticare che Arabia Saudita e Qatar sono impegnate nelle realizzazione di moschee anche in Italia. La prima controlla di fatto la Grande Moschea di Roma, dove ha piazzato un suo ‘uomo’ alla presidenza: quel Chaouki che è deputato marocchino del PD.



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