Assalto tunisino ad Agrigento, sindaci: “Situazione fuori controllo”



Da Agrigento a Porto Empedocle, ancora Realmonte, Sciacca e Lampedusa, piccole imbarcazioni con un numero indefinito di clandestini tunisini approdano alle prime ore del mattino.

Partono di notte dalle coste della Tunisia. Una volta giunti sulle coste siciliane si disperdono, lasciando dietro di loro solo le barche arenate. A volte machete.

Sono gli “sbarchi fantasma”, fenomeno esploso dopo l’indulto che in Tunisia ha liberato migliaia di pericolosi detenuti e che si sta abbattendo sui Comuni agrigentini.

A riaccendere il caso, già sollevato qualche giorno fa dai sindaci di Lampedusa e Pozzallo, è stato il primo cittadino della Città dei Templi, Lillo Firetto che ha inviato una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, e al Ministro dell’Interno, Marco Minniti, per denunciare “la situazione di disagio che si è venuta a creare in città a seguito di una serie di cosiddetti sbarchi incontrollati o fantasma“.

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Firetto chiede “il potenziamento dei servizi di controllo da parte delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza, fronteggiare il fenomeno e assicurare l’identificazione dei migranti, i controlli medici e l’assistenza di cui questi soggetti necessitano. Un rafforzamento delle forze di polizia, sia di mezzi che di risorse umane, è ciò che gli agrigentini si aspettano per continuare il percorso di integrazione e di sostegno – afferma – che è in atto da tempo e che rappresenta un valore fondamentale per una comunità come la nostra, che di multiculturalità ha intriso profondamente la sua storia e che sulla multiculturalità immagina il suo futuro”.

L’assistenza di cui necessitano? Cosa vuoi dargli, una pistola allo sbarco? Portarli in taxi in città? Ci sono sindaci totalmente fuori dalla realtà.

In un vertice al Viminale col sindaco di Lampedusa, Totò Martello, il ministro Minniti aveva assicurato il rafforzamento dei controlli in mare per il contrasto all’immigrazione e una diminuzione dei flussi grazie ad “accordi bilaterali” fra Italia e Tunisia. Passate settimane la situazione è totalmente fuori controllo. Noi paghiamo milioni di euro la Tunisia, loro ci inviano i loro detenuti.



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