Genova: i profughi arrivano scortati dalla Digos, quartiere in rivolta

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Multedo, è un quartiere di Genova in rivolta contro l’arrivo dei maschi africani del vescovo Bagnasco. Rivolta che si è ancor di più accesa quando si è saputo che i fancazzisti sarebbero stato ospitati in un asilo che da anni i residenti chiedevano di ristrutturare per i bambini del quartiere. No, la Curia ha preferito i bambinoni africani. Probabilmente è diventato troppo difficile avere a che fare con i bambini italiani: troppo attenti i genitori.

E l’arrivo dei primi 12 profughi africani in fuga dalla guerra in Siria non ferma la protesta. Anzi. Dopo la giornata di ‘presidio’ ieri pomeriggio davanti all’asilo Contessa Govone, dopo che i richiedenti asilo erano arrivati sotto scorta della Digos, questa mattina un gruppo di abitanti è tornato in strada in via Reggio con gli striscioni: “Curia ladrona, Genova non perdona” e “La vostra carità solo in nome del Dio denaro”.
Non solo, questa mattina all’alba in via delle Ripe un gruppo di residenti ha cercato di montare una catena a chiudere la l’accesso: “Sostengono che sia privata – ha spiegato don Giacomo – e quando ho provato a spiegare che comunque tutti i residenti hanno diritto di passare compresi noi sono partite le solite urla”. Povero don Giacomo, lui vuole stare tranquillo con i suoi 12 maschi africani.

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Intorno alle 9.30 i fancazzisti sono usciti comunque dalla struttura accompagnati da don Giacomo Martino per recarsi come faranno ogni giorno nella scuola-laboratorio di Coronata. Il trasferimento si è svolto senza problemi, ma le proteste andranno avanti.

C’è una saldatura criminale tra Vaticano, Cgil e ‘ndrangheta in nome del business. Saldatura evidente a Genova con la discesa in campo della Fiom a fianco della Curia. La Fiom non difende più i lavoratori, ma favorisce l’importazione di braccia low-cost in netto contrasto con la difesa del lavoro italiano.