Vietata Ave Maria in classe, per non turbare i non cristiani

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A’Università di Ferrara, lo scorso 13 ottobre, la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici, durante una lezione invita la classe ad un momento di raccoglimento nel giorno in cui cade il centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, la professoressa invita l’aula a recitare un’Ave Maria “per la pace e contro la violenza”.

Invita, non obbliga: “Non ho imposto nulla a nessuno”, è obbligata a difendersi la donna, visto che la preghiera è stata considerata “una limitazione della libertà personale”. Insomma: i non cristiani si sono turbati. Gli stessi che non sono turbati se l’urlo del muezzin risuona poco lontano.

Scatenati il collettivo l’Officina: “Mai abbassare la testa di fronte a soprusi di questo tipo” e il rettore Francesco Adornato che si scusa “a nome dell’ateneo” per l’atteggiamento “improprio” e “censurabile” della prof.

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Quando ‘ribelli’ e ‘potere’ sono dalla stessa parte, significa che i ribelli non sono tali. Semplicemente i dementi del ’68, dopo avere sognato la rivoluzione, hanno optato per occupare le poltrone.

Anche rinnegare le proprie radici è terrorismo. Anzi, è la forma peggiore e più bieca di terrorismo.




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