Vaticano taglia sulle chiese e investe pesante sull’immigrazione

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INCASSANO MEZZO MILIARDO OSPITANDO MASCHI E AFRICANI E USANO I SOLDI DELL’8 PER MILLE PER AMPLIARE LE STRUTTURE DISPONIBILI E AUMENTARE L’ODIOSO BUSINESS DELL’INVASIONE

La Cei – consociata italiana del Vaticano – ha deciso come già annunciato dai suoi manager, di cambiare la destinazione di gran parte dei soldi che ruba agli italiani attraverso la truffa dell’8 per mille.

Basta soldi al territorio, come invece millantano nelle pubblicità che pagano fiori di milioni ogni anno. Il che potrebbe configurare il reato di pubblicità ingannevole, ma dubitiamo l’antitrust se ne occuperà. Quasi dimezzati i soldi destinati alle chiese, + 60% quelli all’accoglienza dei migranti. Che sta sempre più diventando il core business del Vaticano dall’ascesa al trono di Bergoglio.

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Tagli alle ristrutturazioni delle chiese, in una sorta di preambolo che porterà, come in Francia, alla trasformazione di molte di queste in mosche. Le priorità ora sono le infrastrutture assistenziali: che rendono una barca di soldi con l’accoglienza di giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria.

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Dei 23mila migranti ospitati dalla Chiesa, solo 4mila sono coperti da fondi dell’8 per mille. Il rimamente 79% dell’accoglienza è a carico dei contribuenti sotto forma di nuove tasse: sono i famosi 35euro che chi ospita i fancazzisti becca, al giorno, per ognuno di loro. Intrallazzi esclusi, ovviamente.

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Intanto crollano le donazioni dei fedeli. Stanchi di vedere trasformato il Cristianesimo in una grande Ong stile Medici senza Frontiere.

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