La Francia è perduta: “Islam controlla interi quartieri, ha propria polizia”



“Come è stato possibile non cogliere l’occasione di torcere il collo all’islam fondamentalista dopo gli attacchi che hanno sconvolto la Francia dal 2012, da Mohamed Merah a Nizza? La risposta è semplice: perché è già troppo tardi. Nel 1939, non volevano morire per Danzica. Nel 2017, non vogliamo morire per recuperare La Courneuve!”. Si apre così Partition, con una disperata dichiarazione di resa, il nuovo libro-choc di Alexandre Mendel, quarantenne giornalista investigativo. Che è solo l’ultimo a dipingere per la Francia un futuro multietnico distopico dopo Soumissione e Guerriglia.

AM: Nel mio libro, dico che non esiste una soluzione, perché è troppo tardi; non ci sarà alcuna soluzione. Non è possibile rimandarli al loro paese – sono diventati francesi per ius soli – così non possiamo mandarli indietro. Ciò che la Francia diventerà nei prossimi 10 o 20 anni sarà una sorta di nuovo Libano.

Se diversifichi la società, importanto masse estranee, diventi ovviamente quello che è diventato il Libano: un campo di battaglia. Dove la ‘pace’ è solo un intermezzo tra una guerra e l’altra.

Per esempio, prendete alcune periferie a Parigi: avranno le loro proprie regole, avranno le proprie leggi, i propri principi, forse anche la propria polizia. È già il caso. Il fatto che in Francia in questo momento in molti luoghi lo Stato non ha alcun controllo in queste aree. Noi l’abbiamo già accettato e non combatteremo per riportare queste periferie in Francia. È già fatto – abbiamo già perso la guerra contro di loro.

Così i ricchi in Francia vivranno nei quartieri per privilegiati di Parigi, lontani dai problemi e i poveri dovranno affrontare l’Islamismo su base giornaliera. Questo lo abbiamo già accettato.

RT: Perché l’integrazione è fallita in Francia, pensi?

AM: Il mio ultimo libro, “Jihadist France”, era solo sui terroristi francesi. “Partition” riguarda principalmente l’islamizzazione della Francia, quello che sta succedendo in Francia, nelle scuole, negli ospedali, nel lavoro, nei club sportivi ecc. Non parlo questa volta del terrorismo, ma del modo in cui la Francia ha accettato un compromesso con l’Islam. Questo è l’argomento principale del libro.

Il mio libro è frutto di ricerche sul campo di notizie che arrivano dalle ‘no go zone’. Non è un libro teorico – è un libro scritto da un giornalista. Siamo andati nelle scuole, negli ospedali, nelle città in cui la polizia non mette piede per vedere la realtà e per parlare solo della realtà. Molti francesi, specialmente molti giornalisti francesi e politici francesi, non vanno mai in quei posti. È molto importante oggi essere un giornalista in queste aree dove nessuno mette più piede. Questa è una testimonianza del nostro tempo moderno.

L’ integrazione è fallita in Francia, ma non solo in Francia – in molti altri paesi, perché abbiamo seppellito il nostro capo repubblicano per imitare in realtà quello che esiste in Gran Bretagna, in Canada o negli Stati Uniti; accettare che tu possa essere francese, ottenere la cittadinanza francese senza parlare perfino francese, senza nemmeno andare alla scuola francese, ottenere la cittadinanza francese senza vivere come i francesi.

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La Francia è l’Italia tra un decennio se passa lo ius soli e il Pd vince le prossime elezioni. O tra una trentina d’anni se vince una normale coalizione di centrodestra.

Non è più tempo di misure ‘normali’. Ci stanno invadendo. Fare finta di nulla non ci salverà.



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