Profughi in hotel di lusso, disabili mandati a morire in Svizzera

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Il governo italiano fa schifo

Paralizzato da anni per un incidente e cieco, Loris Bertocco, dopo aver affrontato molte difficoltà, a 59 anni è arrivato a prendere la decisione più tragica: andare a morire in una clinica svizzera. Non perché fosse un malato terminale (non lo era affatto), né perché lui desiderasse morire, tutt’altro («amo la vita», ha scritto), ma perché è stato lasciato solo: «Se avessi potuto usufruire di assistenza adeguata – ha spiegato, – avrei vissuto meglio la mia vita, soprattutto questi ultimi anni, e forse avrei magari rinviato di un po’ la scelta di mettere volontariamente fine alle mie sofferenze». Ha anche scritto: «Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata. Perché è così difficile capire i bisogni di tante persone in situazioni di gravità?». Il fatto che Bertocco fosse una persona molto impegnata e conosciuta (fra i fondatori dei Verdi, candidato a varie elezioni, animatore di iniziative e programmi culturali) e che ciononostante non sia riuscito ad abbattere quel “muro”, fa capire meglio qual è la situazione dei tantissimi disabili gravi meno noti di lui.

Il suo caso ha colpito. Ora è il momento delle geremiadi. Ieri su “Repubblica” si leggeva questo titolo: «Dopo il caso Bertocco. La vita a ostacoli dei 4 milioni di disabili gravi. Atto d’accusa: “Dallo Stato solo un’elemosina”. Per la loro assistenza ricevono appena 500 euro al mese». In effetti è così. Persone con il 100% di invalidità, totalmente impossibilitate a prendersi cura di sé, anche fisicamente, con 513 euro al mese dovrebbero vivere, nutrirsi, curarsi, vestirsi, pagarsi una casa, le utenze e soprattutto un’assistenza 24 ore su 24 (se sono ricoverati in strutture prendono molto meno, quasi nulla). Si parla di 4 milioni di italiani, spesso giovani, che sono abbandonati a tal punto da arrivare – in certi casi come questo – a desiderare solo di mettere fine ai propri giorni.

Voi obietterete: «Ma siamo in periodo di crisi e i soldi sono pochi». Non è vero. Quello Stato italiano che si disinteressa così dei suoi cittadini più sofferenti e li abbandona, è lo stesso Stato, a dominio “progressista” e “umanitario”, che poi accoglie a braccia spalancate migliaia di emigranti che da tutto il mondo vengono portati in Italia («venghino siòri, qua c’è posto, vitto e alloggio, casa e lavoro per tutti»).

Ebbene, lo Stato italiano, governato da queste “illuminate” sinistre, spende ogni giorno per ciascun migrante 35 euro se maggiorenne e 45 se minorenne: il totale mensile è di 1050 euro se maggiorenne e 1350 se minore (c’è dentro pure il cosiddetto “pocket money” per le spese quotidiane del migrante). Avete capito bene: per l’italiano inchiodato su un letto, paralizzato e impossibilitato a prendersi cura di sé, perfino nelle minime cose, lo Stato spende 513 euro al mese. Per gli stranieri che arrivano qua – solitamente giovani e robusti (in alcuni casi anche propensi al crimine) – lo Stato spende mensilmente più del doppio: 1050 euro. Soldi nostri. Allora si pone una domanda: chi sono i discriminati? Gli italiani o i migranti?

Il quadro è ancora più assurdo se si considera lo stanziamento totale: al fondo per la “non autosufficienza”, il governo nel 2017 ha assegnato 450 milioni (ne aveva promessi 500, ma gli sembravano troppi). Lo stesso governo italiano per i migranti, sempre nel 2017, ha stanziato 4,6 miliardi di euro (addirittura un miliardo in più rispetto a quanto si è speso nel 2016). Ci rendiamo conto delle proporzioni? Per gli italiani “non autosufficienti”, che non ce la fanno nemmeno a nutrirsi da soli, 450 milioni, mentre per i migranti 4,6 miliardi. E teniamo presente che i disabili gravi sono 4 milioni di cittadini, molti di più dei migranti.

Com’è possibile non indignarsi di fronte a una classe di governo così? Stanziano per gli stranieri che dall’Africa o dall’Oriente vogliono emigrare – e verso i quali l’Italia non ha alcun obbligo – dieci volte di più di quanto stanziano per gli italiani totalmente disabili? Dieci volte di più! Sono i soldi della tasse degli italiani. Se questi fondi fossero investiti tutti nell’assistenza dei disabili, ognuno di loro potrebbe vivere degnamente e anche sottoporsi a programmi di riabilitazione.

So già che adesso il solito luogocomunista si mostrerà sdegnato perché – così dicendo – stiamo opponendo, a suo parere, poveri contro poveri. Ma questa è pura demagogia per giustificare l’ingiustizia. Milena Gabanelli ha ragionevolmente fatto notare che la coperta della spesa sociale è quella, se la tiri da una parte (estera) ne scopri un’altra (italiana): «Le anime belle parlano di frontiere aperte, ignorando che la frontiera aperta significa fine del sistema del welfare. È questo che vogliamo?». Sono lorsignori al potere che stanno facendo la guerra contro gli italiani, specie contro quelli più bisognosi e sofferenti.

Ecco perché gli italiani oggi desiderano solo mandare a casa questa banda di devastatori che sono al potere da anni e che sfasciano il Paese senza mai aver avuto la maggioranza dei voti degli elettori, e anzi con un surplus di parlamentari che è stato perfino dichiarato “incostituzionale” dalla Corte.

NON AVRANNO IL VOTO DEGLI ITALIANI, MA IL LORO DISPREZZO

Leggetelo tutto l’articolo di Socci. E condividetelo dal suo blog.

Molti romanzi distopici hanno immaginato società nelle quali anziani e disabili venivano ‘eliminati’ dallo Stato, ma nessun visionario era riuscito a prevedere un regime che non elimina direttamente, ma impone la scelta senza sporcarsi le mani.




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