Minniti ammette: “Terroristi islamici in arrivo da Libia”

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Mentre si avvicina la caduta di Raqqa, la roccaforte del Califfato in Siria, l’intelligence italiana alza il livello d’attenzione sui cosiddetti ‘returnees’, i figli degli immigrati islamici che cercano di rientrare in Europa. Il tema sarà anche all’ordine del giorno della riunione dei ministri dell’Interno del G7 che Marco Minniti presiederà la prossima settimana ad Ischia. Quindi siamo fottuti.

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La stima degli immigrati di seconda generazione andati a combattere sotto le insegne dell’Isis in Siria ed Iraq si aggira intorno a 5mila. Per l’Italia si parla di 125-130 soggetti, un numero nettamente inferiore a quello di altri Paesi europei come Francia e Belgio. Perché qui non c’è ancora lo ius soli. Ma la guardia è alta anche perchè, come ha sottolineato Minniti, “questa diaspora di ritorno” si materializza in “fughe individuali” che “potrebbero utilizzare la stessa rotta dei trafficanti di esseri umani e quindi arrivare in Libia attraverso i confini meridionali”.

Ma pensa. I terroristi sui barconi. Chi l’avrebbe mai detto. Non saranno quelli degli sbarchi fantasma?




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