L’Europa sta morendo di multiculturalismo: la serpe islamica in seno



https://it.gatestoneinstitute.org/11159/multiculturalismo-frattura-secessione

Nel 2016 ci sono stati 142 gli attacchi islamici in Paesi membri dell’UE. Tra sventati e riusciti. Queste sono le statistiche ufficiali. Più della metà (76) riguardano il Regno Unito. In Francia sono stati registrati 23 attacchi. Per fare un paragone: 17 in Italia e 10 in Spagna. Sono state 142 le vittime degli attentati terroristici e 379 le persone rimaste ferite. Nel 2016, sono stati arrestati 1002 individui per reati connessi al terrorismo.

Correlazione tra numero di immigrati islamici e attentati – MAPPA

C’è una stretta correlazione tra numero di islamici e quantità di attacchi. Senza dimenticare che la minore presenza di immigrati di seconda generazione (e assenza di Ius Soli), più mimetizzati, ha impedito in Italia attacchi sofisticati e sanguinosi come in Inghilterra e Francia. O come avvenuto nel califfato di Catalogna. Non sorprende.

Tutti questi paesi hanno cercato di integrare le comunità musulmane, ma sono giunti allo stesso punto morto. “Finché ciò continuerà, il fallimento dell’integrazione costituirà una minaccia mortale per l’Europa”, ha scritto il Wall Street Journal dopo un attacco suicida in cui sono rimaste uccise 22 persone a Manchester.

Ma l’integrazione non può che fallire. E non è nemmeno auspicabile. L’alternativa è tra morire di terrorismo islamico e morire per integrazione. Nel primo caso in modo violento, nel secondo per “dolce morte demografica”. Eutanasia.

Secondo un nuovo libro del reporter francese Alexandre Mendel, Partition: Chronique de la sécession islamiste en France, il multiculturalismo sta portando alla frattura delle società europee.

Sta inoltre portando a costanti ondate di attentati terroristici. Lo scorso agosto, in un solo giorno, gli islamisti hanno ucciso 20 europei a Barcellona e in Finlandia. Un mese dopo, hanno trucidato due ragazze a Marsiglia e a Birmingham un ragazzo sciita è stato brutalmente ferito. Questa è stata la messe letale del multiculturalismo europeo. È l’ideologia europea più idilliaca e seducente dopo il crollo del comunismo.

C’è “una catena sempre più permanente di ‘comunità sospese’ che si annidano nelle nazioni dell’Occidente”, ha scritto di recente lo storico americanon Adrew Michta.

“L’emergere di queste énclave, rafforzate dalle politiche dell’élite del multiculturalismo e dalla decostruzione del patrimonio occidentale, ha contribuito alla frattura delle nazioni dell’Europa occidentale”.

A soli venti minuti dal Marais, l’elegante quartiere parigino in cui si trovavano gli uffici di Charlie Hebdo, c’è Gennevilliers, un sobborgo che ospita diecimila musulmani dove i fratelli Kouachi, gli uccisori dei vignettisti di Charlie Hebdo, sono nati e cresciuti. A Birmingham, c’è un quartiere, Sparkbrook, da dove viene un decimo dei jihadisti del Regno Unito. Tutte le più grandi città europee hanno énclave separate dove prolifera l’apartheid islamico.

Lì, i burqa e le barbe significano qualcosa. Il costume ha sempre simboleggiato la fedeltà a uno stile di vita, a una civiltà. Quando Mustafa Kemal Atatürk abolì il Califfato in Turchia, vietò le barbe per gli uomini e i veli per le donne. La proliferazione dei simboli islamici nei ghetti europei ora demarca la separazione di questi sobborghi. Henry Bolton, il nuovo leader del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP), di recente ha dichiarato che la Gran Bretagna è “sepolta” dall’Islam e “sommersa” dal multiculturalismo.

Il “multiculturalismo”, secondo l’ex arcivescovo di Canterbury, Lord Carey of Clifton, “ha provocato delitti d’onore, mutilazioni genitali femminili e legge della sharia, nelle sacche dei quartieri poveri in tutto il Regno Unito”. Nel multiculturalismo europeo, le donne musulmane hanno perduto molti dei diritti che avrebbero avuto in Europa. Esse sono vittime di “delitti d’onore”. Le colpe? Il rifiuto di indossare il velo islamico; vestire all’occidentale; frequentare amici cristiani; convertirsi a un’altra fede; cercare il divorzio; opporre resistenza alle violenze familiari ed essere troppo “indipendenti”.

È uno dei grandi paradossi del multiculturalismo: cinque paesi membri europei della NATO stanno combattendo in Afghanistan contro i talebani, che riducono in schiavitù le donne, mentre in Europa accade lo stesso nei nostri ghetti.

Nel multiculturalismo la poligamia è aumentata, insieme alla mutilazione genitale femminile (500 mila casi in tutto Europa). Di fatto, il multiculturalismo si basa sulla legalizzazione di una società parallela governata dalla sharia, che è fondata sul rifiuto dei valori occidentali, soprattutto dei valori di uguaglianza e libertà.

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Inoltre, la paura di “offendere” le minoranze islamiche ha portato alla cecità. Questo è ciò che è accaduto a Rotherham, una città di 117 mila abitanti nel nord dell’Inghilterra, dove per molti anni è stato consentito a “bande di stupratori di origine pakistana” di adescare e abusare di almeno 1400 bambini.

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Nel multiculturalismo, l’antisemitismo è aumentato vertiginosamente, soprattutto in Francia. Il settimanale francese L’Express ha appena dedicato un intero numero al “nuovo malessere degli ebrei francesi”.

I recenti terremoti politici che hanno sconvolto l’Europa sono una conseguenza del fallimento del multiculturalismo. Come ha dichiarato lo storico britannico Niall Ferguson, la ragione principale della Brexit è stata l’immigrazione.

“Molta gente nel Regno Unito guardava alla crisi dei rifugiati in Europa e pensava: se questi prendono il passaporto tedesco verranno in Gran Bretagna e non saremo in grado di fermarli. Questo era un tema fondamentale per gli elettori, e legittimamente, perché i tedeschi avevano aperto le porte a un vasto afflusso dal mondo musulmano. Se guardavi queste cose dal Regno Unito la reazione era: aspetta un attimo, che succede se arrivano qui?”

Nei Paesi Bassi, l’ascesa di Geert Wilders è il diretto risultato dell’assassinio del regista Theo van Gogh da parte di un islamista olandese e del rigurgito di anti-multiculturalismo che ne è seguito. In Francia, l’ascesa politica di Marine Le Pen è coincisa con due anni di grandi attacchi terroristici, in cui 230 cittadini francesi sono stati assassinati.

Inoltre, il successo straordinario nelle recenti elezioni politiche in Germania del partito Alternativa per la Germania (AfD) è la conseguenza della fatale decisione della cancelliera Angela Merkel di aprire le porte a più di un milione di rifugiati e migranti. Beatrix von Storch, una dirigente della AfD, ha appena detto alla BBC che “l’Islam non appartiene alla Germania”. La leader di Alternativa per la Germania ha spiegato che una cosa è consentire ai musulmani di predicare in privato la loro fede islamica, ma un’altra cosa è rabbonire l’Islam politico, che cerca di cambiare la democrazia e la società tedesca.

L’establishment europeo ha chiuso gli occhi mentre i suprematisti musulmani violavano i diritti del proprio popolo. Molti islamisti hanno poi bussato alle porte dell’Europa con ancor più determinazione. Il multiculturalismo sta uccidendo e destabilizzando l’Europa come solo il nazismo e il comunismo hanno fatto prima.

Molto peggio. Perché l’immigrazione non uccide solo una volta. Ed elimina per sempre i popoli.



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