La legge del PD favorisce i migranti, case popolari solo a loro



Nel 2016 le domande raccolte sono state 16.040 di cui 14.575 valide, ma le case che il Comune di Torino riesce ad assegnare sono solo una minima parte (tra le 500 e le 700). Nel 2010 gli stranieri che usufruiscono delle assegnazioni erano il 24 per cento dei nuovi assegnatari, nel 2012 il rapporto è diventato di uno a tre, nel 2015 sono diventati più della metà (51%), un dato confermato anche nel 2016 (48%).

A fronte di un 15 per cento di residenti.

VERIFICA LA NOTIZIA

Questo perché il PD, in Piemonte come altrove, privilegia gli immigrati. La legge regionale approvata nel 2010 equipara i requisiti per l’accesso alla casa: se in passato gli stranieri dovevano dimostrare di avere un lavoro continuativo da almeno 3 anni oltre alla residenza, ora il requisito, per italiani e stranieri, è di avere almeno 3 anni di residenza nel comune in cui inoltrano la domanda. Oltre ai parametri di reddito (non superiore ai 20.805 euro) viene assegnato un punto in più in graduatoria per le famiglie numerose, due punti per i profughi e tre punti per chi vive in alloggi piccoli o con i servizi in comune. Tutte condizioni che privilegiano gli stranieri rendendo sempre più proibitivo l’accesso degli italiani. Il che non è un caso, è voluto. E dà i risultati sperati. Dal PD, il partito degli immigrati.



Lascia un commento