Il migrante è infetto, in casa di riposo test per 50 persone



L’operatore colpito dalla tubercolosi è in cura al Sant’Anna, si tratta di un Nordafricano e non presentava sintomi particolari che potessero far pensare a un contagio. Perché moltissimi immigrati hanno la TBC asintomatica.

La diagnosi è arrivata sulla scorta dei risultati di uno dei test effettuati periodicamente su tutti i dipendenti della Rsa. Quindi la conferma in seguito alle ulteriori verifiche condotte dagli specialisti dell’ospedale di San Fermo. La patologia era in atto da almeno un mese, stando agli accertamenti.

Così, grazie ad un migrante, la Tubercolosi arriva alla casa di riposo “Le Camelie” di Como. Quindi scatta la profilassi per tutti i dipendenti.

Emergenza Tubercolosi tra immigrati, la metà positiva al test

Quanto agli eventuali rischi per i pazienti – la struttura accoglie numerosi anziani non autosufficienti – dalla Fondazione filtra un cauto ottimismo. «Come da indicazione di Ats Insubria controlliamo gli ospiti che dovessero avere febbre o una particolare resistenza agli antibiotici – spiega il presidente Clemente Auguadro – C’è uno screening in atto e al momento non risultano situazioni del genere. La malattia si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva provenienti da una persona con Tbc attiva, ma il contagio avviene solitamente in ambienti chiusi e le condizioni della nostra struttura sono ben diverse. Abbiamo spazi ampi, ben arieggiati». Arieggia, arieggia.

Tutti i dipendenti e i familiari degli ospiti sono stati informati della vicenda. Tutti i passaggi sono seguiti dai medici dell’Ats e dal direttore sanitario di Ca’ d’Industria Mario Susta.



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