Profughi passano le giornate a scommettere sui cavalli, i nostri soldi



Con un doppio vizio, quello delle scommesse e quello della fuga per mancanza di soldi. Così un profugo tirava a campare diventando l’incubo di una ricevitoria che ne vede tanti di stranieri, impegnati a scommettere tutto il giorno. Tra ricerche quotidiane di wi-fi per connettersi con il cellulare e sale-giochi, i richiedenti asilo trascorrono il pomeriggio.

Generalmente ‘investono’ la diaria giornaliera e li puntano sul giocatore o cavallo migliore. A volte a ipnotizzarli sono le partite di calcio virtuali. E altrettanto spesso, raccontano fonti investigative, non pagano perché non hanno più denari in tasca. Cioè puntano facendo leva sulla fiducia, promettono soldi che, poi, non… arrivano.

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È quello che è accaduto in via Garigliano. Nel pomeriggio di mercoledì un nigeriano ha fatto la sua giocata, trascorso del tempo in una sala scommesse e poi ha imboccato l’uscita. Inutile il tentativo di invitarlo a saldare quei cinque euro: per la dipendente pure improperi e parole miste tra la sua e la nostra lingua. Parole che assomigliavano a minacce. Così stavolta la donna ha provato a inseguirlo quando si è trovata di passaggio una pattuglia della polizia. Il ragazzo è stato fermato e condotto in commissariato dove ha incassato una denuncia per insolvenza fraudolenta. Per la polizia non è certo l’unico caso e, probabilmente, a lamentarsi è più di qualche titolare che si trova a fronteggiare un numero crescente di immigrati che affolla gli ambienti del gioco. E che, talvolta, non salda.



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