Chaouki non versa contributi alla ‘serva’ italiana

Visto che non le paga i contributi, lui la considera tale

Khalid Chaouki, il deputato marocchino del PD, il fratello musulmano della politica italiana, ha di fatto una ‘schiava’ italiana. Visto che si rifiuta di pagarle i contributi. Un’assistente parlamentare alla quale si rifiuta di versare i contributi. Deve essere per il concetto che hanno gli islamici della donna, oggetto.

Ma qui non siamo in Marocco, paese dove un marocchino dovrebbe stare, così il fratello musulmano è stato trascinato in tribunale dalla dipendente che aveva assunto 5 anni fa senza mai regolarizzarla.

Chaouki, già finito nel mirino dei servizi italiani per le sue frequentazioni con l’estremismo islamico, ribatte: “Ma è tutto risolto è vero, c’è stato un ritardo nel versamento (di 5 anni, ndr) che è dovuto a problemi personali, ma ora abbiamo trovato un accordo, per cui la causa sarà ritirata. Altro non dico”.

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L’avvocato Marzia Rositani, legale della sua assistente parlamentare, precisa: “Un possibile accordo è in avanzato stato di composizione” ma agli atti, per ora, non risulta nulla tanto che la prossima udienza che si terrà il 20 febbraio 2018, quando la legislatura starà praticamente finendo. E si spera che lui non farà parte della prossima, come già non avrebbe fatto parte dell’attuale, se non ci fosse stato il premio di maggioranza incostituzione.

Il giudice ha intanto emesso un decreto ingiuntivo contro Chaouki. Pagherà?



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