“Rapino italiani per comprare la droga”: giudice lo scarcera



Il 18 settembre ha tentato una rapina in un negozio, puntando la pistola contro il commerciante. Ha alle spalle precedenti per spaccio, porto d’armi e furto. Ma non è bastato per spedirlo in galera.

Una volta arrestato ha detto: “Della rapina in via Palmieri non so niente… Però vi dico che sono uno dei due autori della rapina la mattina del 26 settembre al bar-tabaccheria di Giovanni da Cermenate. Non ero mai entrato prima in quel negozio: mi era stato indicato da alcune persone come obiettivo agevole. Ho trascorso la notte sui Navigli con un amico. Intorno alle sei stavano rientrando e ci siamo passati davanti. Eravamo sotto l’effetto della cocaina. Siamo andati a prendere una pistola che avevo nascosto nel cortile di casa. Sono entrato nel bar-tabaccheria e ho puntato la pistola contro il cinese dietro il bancone. C’era un cliente, beveva il caffè. È entrato il mio complice e mentre tenevo sotto tiro il cinese mi sono accorto che suo padre aveva reagito e il mio complice era in difficoltà. Abbiamo avuto una colluttazione… Io non dormo più a casa. A volte vado in albergo, a volte dove capita. Le rapine le faccio per non gravare sui miei genitori e perché faccio uso di cocaina. Chi è il complice non ve lo dico”.

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Secondo gli inquirenti si tratterebbe della “banda dello Stadera”. Ma non è bastato per mandarlo in galera. L’egiziano ha ottenuto i domiciliari. Del resto lui rapina per pagarsi la cocaina e non gravare sui genitori, un bravo figlio. E’ per gente come lui che Del Rio e gli altri sfaccendati ‘digiunano’ a cappiccino e brioche.



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