Kyenge: “Piccoli gruppi di profughi in case italiani”

L’ex ministra congolese, ora eurodeputata del Pd, Cécile Kyenge ha immaginato «piccoli gruppi di profughi nelle case dei cittadini italiani», come soluzione alla saturazione dei centri di accoglienza.

Ed è solo una delle tante iniziative di PD, Sindacati e Vaticano. Come spiega Paolo Bracalini sul Giornale:

Il problema dei migranti? Facile, basta metterli nelle case degli anziani italiani che vivono da soli, ricompensandoli dell’ospitalità con 35 euro.

Non sarà solo questa la proposta che fece perdere le regionali in Veneto alla piddina Alessandra Moretti, ma certo la creatività non fa difetto a sinistra quando si tratta di politiche per l’immigrazione. Una delle ultime è lo sciopero della fame a staffetta in favore dello ius soli. Digiuno sì, ma a tempo determinato: oltre a una decina di parlamentari, parteciperà anche il ministro Graziano Delrio.

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Passando agli antirenziani di Mdp, uno dei più fantasiosi come il governatore toscano Enrico Rossi ha lanciato l’idea di una supertassa per finanziare gli aiuti all’Africa: «È facile dire aiutiamoli a casa loro! Si metta una patrimoniale a chi guadagna più di 100mila euro, così li si aiuta davvero a casa loro» è stata la proposta per la «cooperazione internazionale» (sic) del bersaniano Rossi. La sua regione (rossa da sempre) è all’avanguardia in questo campo, avendo legiferato per prima la sanità gratis anche per i clandestini.

Ma prima ancora, durante il governo Prodi, l’allora ministro alla Solidarietà Paolo Ferrero (Rifondazione comunista) si vantò di essere finalmente sul punto di «scardinare» la legge Bossi-Fini sul ricongiungimento famigliare degli immigrati, così da aprire le porte dell’Italia ai parenti degli stranieri, persino quelli espulsi. «Viene altresì eliminato – recita il decreto approvato nel 2006 – l’attuale automatismo relativo al divieto di reingresso nel territorio italiano che vige per gli stranieri espulsi, per cui da ora il ricongiungimento del familiare, già destinatario di un decreto di espulsione, non potrà essere negato solo per tale motivo». Via anche le soglie minime di reddito per far arrivare i figli minori con meno di 14 anni, e via pure al permesso «per l’assistenza al minore». «Si è trovata la forma legale per dare il permesso di soggiorno praticamente a tutti», fu il commento dei sindacati di polizia.

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I sindacati spesso sono ancora più all’avanguardia. La Cgil, di Padova distribuisce un volantino destinati agli stranieri: «Sei cittadini extracomunitario e ti è nato un bambino? Vieni allo Sportello Nuove Cittadinanze della Cgil, abbiamo un nuovo servizio per te», e sotto un lungo elenco di prestazioni offerte ai neogenitori extracomunitari, dalla consulenza per ottenere il bonus bebè agli assegni famigliari ed «agevolazioni, diritti etc».

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La Caritas di Bergamo, invece, grazie ad una convenzione con la società dei trasporti locale, ha ottenuto gli autobus extraurbani gratis per i profughi di tutta la provincia.

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Il ministero dell’Interno, in collaborazione con l’Associazione degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (Andisu), ha lanciato un bando per la frequenza gratuita dell’università italiana, ma riservato solo «agli studenti titolari di protezione internazionale».

Poi ci soni sindaci, come quello di Castel San Pietro, in Emilia, che ha invertito l’ordine dei fattori. Non basta che gli immigrati si integrino, è «la popolazione italiana che deve integrarsi con gli immigrati», ha detto il primo cittadino, Pd. Nei comuni si sono sperimentate tutte le varianti per non urtare la sensibilità degli immigrati di fede islamica: dal maiale bandito dalle mense scolastiche a Pescara, alla piscina pubblica con gli orari riservati solo alle donne a Mestre. Fino al preside di Rozzano, arrivato ad abolire il Natale: non era islamicamente corretto.



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