Del Rio in sciopero della fame, Boldrini ci pensa



“Il parlamentare risponde alla nazione, non alla disciplina di partito. Sui diritti civili non ci si astiene”. Lo afferma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, parlando della legge sullo ius soli. “Bisogna aiutare l’integrazione. Questo voto è di coscienza individuale dei parlamentari. Non so se ci sarà la maggioranza. Se non ce la facciamo, amen. Ma mi interessa fare un dibattito ragionato, dimostriamo di essere un grande Paese”, aggiunge.

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La Nazione non ha dato la maggioranza al PD, e il PD non ha i voti per approvare questa oscenità che sarebbe una violazione del contratto sociale tra eletti ed elettori, visto che sarebbero i primi ad eleggersi i secondi e non viceversa, come normale in ogni democrazia. Non è un caso che governino solo con i voti di senatori comprati ed eletti dalla parte opposta.

Non ci sono i voti in Senato per approvare lo ius soli. A meno di acquisti dell’ultim’ora. Prima di tutto non c’è il tempo, per scavalcare tutti gli emendamenti Calderoli ci vorrebbero mesi di dibattito e basterebbe l’approvazione di uno solo per far tornare la legge alla Camera. L’unico modo sarebbe porre la fiducia: ma è una minaccia spuntata anche per i fans della poltrona di Alfano, con le elezioni alle porte. E che vogliono provare a rifarsi una verginità non approvando lo ius soli. Sono venduti, non idioti.

Del Rio e i suoi sono un dono del cielo. Porteranno il PD alla catastrofe elettorale. Ogni volta che aprono bocca Renzi perde un anno di vita. Devono parlare di ius soli fino al giorno prima delle elezioni.



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