Vincono i cittadini, dopo incendio nega affitto a Coop dei profughi



Sassari si prepara ad ‘ospitare’ a spese dei contribuenti 31 giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, richiedenti asilo attraverso il famigerato progetto Sprar, ma nel quartiere di Sant’Orsola, dove pochi giorni fa una casa destinata ad ospitare altri sedicenti profughi è stata colpita con un attentato incendiario, vince la rivolta dei cittadini e i proprietari della villetta non affitteranno più l’abitazione alla Ong che avrebbe dovuto fare affare con gli immigrati.

Le novità sono emerse in un incontro nel salone parrocchiale di Sant’Orsola fra i residenti, il sindaco Nicola Sanna, il prefetto Giuseppe Marani, l’assessora delle Politiche sociali Monica Spanedda e la coordinatrice regionale dei progetti Sprar Gus Sardegna Katia Luciani.

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“Quelle persone non sono certo pericolose, mentre quel gesto poteva sfociare in una tragedia, perciò d’accordo con Gus Sardegna abbiamo disdetto il contratto d’affitto e quella casa non ospiterà più i 31 richiedenti asilo”, ha detto l’avvocato Stefano Pilo, proprietario delle due case prese di mira, una affittata all’Ong e l’altra abitata dalla sua famiglia.



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