Dovremo mantenere anche i parenti dei finti profughi – VIDEO

ANCHE QUESTI AFRICANI FUGGIRANNO DALLA GUERRA IN SIRIA, CHE NE FRATTEMPO E’ PRATICAMENTE FINITA

GLI ITALIANI VIVONO PER STRADA E IL GOVERNO PENSA A LAVORO E ALLOGGIO AI MIGRANTIIl PD pensa solo a sistemare gli immigrati con a ogni tipo di aiuto economico o addirittura una casa. Intanto migliaia di ITALIANI vivono per strada, in auto o sotto un ponteGUARDA E CONDIVIDI

Posted by Lucia Borgonzoni on Tuesday, October 3, 2017

IL PRIMO VERO OBIETTIVO DEL GOVERNO NON ELETTO E’ STATO NON DI ACCOGLIERE VERI PROFUGHI, VISTO CHE NON CI SONO SIRIANI, MA RIPOPOLARE LE NOSTRE CITTA’ CON IMMIGRATI

In quella stessa ottica il ministro lancia ora un Piano nazionale per l’integrazione rivolto a facilitare l’inserimento di 19mila minori non accompagnati e di 75mila profughi a cui sono stati riconosciuti l’asilo o una forma sussidiaria di protezione.

Insomma 94mila stranieri a cui vanno garantiti i diritti all’alloggio, all’assistenza sanitaria e al lavoro già previsti per legge.

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Un primo immediato dubbio riguarda i titoli in base ai quali viene accordata la «protezione». Tra i minori non accompagnati si nascondono, come dimostrano molte inchieste di polizia e carabinieri, tanti maggiorenni che hanno usufruito della facile scappatoia per garantirsi l’accoglienza. Per certificata ammissione del Viminale sappiamo, inoltre, che tra i 74.853 beneficiari della «protezione» vi sono 47.814 soggetti a cui non è garantito l’asilo, ma solo una protezione sussidiaria non riconosciuta per legge da altri Paesi europei. Insomma solo il 36 cento di quelli a cui promettiamo lavoro, casa, istruzione e assistenza medica sono profughi a pieno titolo. E qui sorge il problema. Se attuare i diritti riconosciuti per legge ai titolari della protezione internazionale è ineccepibile, lo è anche pretendere efficaci controlli sulle commissioni regionali distintesi per prodigalità e mancanza di verifiche nella concessione di quei titoli. Per non parlare dell’esigenza d’una revisione legislativa rivolta a eliminare la fumosa categoria della protezione sussidiaria. Per quanto riguarda il «patto» proposto da Minniti vien da chiedersi, invece, chi garantirà che i diritti riconosciuti ai nuovi arrivati non diventino più pressanti e urgenti di quelli riservati ai nostri concittadini. Un rischio non proprio infondato come dimostrano le tristi vicende di tanti italiani in stato d’indigenza ritrovatisi discriminati nella concessione degli alloggi rispetto ai migranti. Un timore reso ancor più concreto dalla presenza di oltre cento milioni di fondi europei destinati ai titolari della protezione internazionale mentre non ne esistono di equivalenti per chi è nato e vissuto in Italia. C’è da chiedersi, inoltre, chi certificherà il rispetto degli impegni assunti dai «protetti». Se uno di loro – ottenute casa, assistenza sanitaria e lavoro – incomincerà a predicare la superiorità della sharia sulle leggi dello Stato sarà possibile privarlo dei benefici concessi? E chi sarà tenuto a farlo? E sempre per quanto riguarda la componente islamica di quei 94mila va ricordato che a tutt’oggi Minniti deve ancora metter mano a quell’elenco degli imam indispensabile per garantire l’adesione ai valori nazionali dei predicatori presenti nelle moschee italiane. E per concludere una chiosa non proprio ininfluente. Per l’anno che verrà l’America, paese di 325 milioni di abitanti, ritiene di poter garantire l’accesso di non più di 45mila migranti. L’Italia da sola si prepara a regolarizzarne 94mila.

Non solo. Questi giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, se passa il piano del PD e a primavera non li cacciamo a calci nel culo elettorale, potranno fare arrivare tutte le loro presunte famiglie allargate:



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