Caos in Catalogna, militari irrompono nei seggi – VIDEO

La Spagna torna indietro di ottanta anni. La mai sopita guerra civile si ri-materializza in Catalogna. La Guardia Civil ha fatto irruzione in diversi seggi per impedire il voto. Scontri e feriti. Mentre la polizia locale ha rifiutato l’intervento.

Non ci siamo occupati di proposito, nei giorni scorsi, del referendum catalano e, sinceramente, non avremmo voluto farlo nemmeno oggi: perché è un diversivo rispetto a quello di davvero epocale che sta avvenendo: una élite globale sta sostituendo i popoli europei con masse afroislamiche, e la polverizzazione degli Stati nazione è un passo verso quella direzione. Le piccole guerre intestine tra di noi rischiano di indebolirci rispetto alla vera sfida: resistere alla sostituzione etnica che è imposta a tutti i popoli europei.

In Catalogna hanno ragione tutti. Chi vuole votare, perché il diritto ad esprimere la propria opinione è sacro ma, soprattutto, chi crede la Catalogna non sia così diversa dal resto della Spagna, tanto da dovere essere una ‘nazione indipendente’.

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Ma quello che ci interessa di più, da Italiani e da Europei, è che la polverizzazione in microstati del continente indebolisce la resistenza all’invasione in atto. Ci stanno invadendo, e qualcuno, tra noi, è impegnato in scaramucce di cortile.

Lo Stato nazione è la forma di stato che tiene in migliore equilibrio identità, libertà e democrazia. Soprattutto la forma di governo che può difendere meglio – con tutti i limiti – il cittadino dalle forze globali, dal potere sempre più terrificante delle multinazionali.

Al proprio interno possono convivere forme di autonomia il più spinta possibile che diano al cittadino quell’autogoverno che è un diritto umano inalienabile. La fine dello Stato nazione rischia, invece, di provocare il trionfo della Globalizzazione: solo lo Stato nazione ha la forza, anche se spesso non la usa per la corruzione che la Globalizzazione esercita sui politici, di resistere all’Oligarchia globale.



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