Kyenge: “Lo smartphone è un diritto umano dei migranti”



A rivendicarlo è l’eurodeputata congolese del Pd Cecile Kyenge che nel pomeriggio di due giorni fa ha partecipato al festival “After futuri digitali – Modena smart life” a Modena, in un incontro dal titolo “Vogliamo il wi-fi! La connettività è un diritto umano?”.

“Lo smartphone ha uno straordinario valore inclusivo – dice Kyenge – Oggi c’è Techfugees”, l’iniziativa della comunità tecnologica internazionale per dare una risposta ai bisogni dei rifugiati attraverso la tecnologia che in due anni ha coinvolto più di 15 mila individui”.

Ma la connettività, l’accesso alla Rete e ai social, le stato chiesto durante il convegno sulla tecnologia e i cosiddetti profughi, puo’ davvero essere considerato un diritto umano? “Assolutamente si'”, secondo Kyenge che ricorda la risoluzione votata il 30 giugno 2016 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

VERIFICA LA NOTIZIA

Tutti noi abbiamo accesso alla tecnologia, ai telefoni cellulari. Nel caso dei migranti, uno smartphone puo’ fare la differenza tra la vita e la morte. Basta pensare alle mappe dettagliate dei luoghi, ai social network per restare in contatto con la famiglia nel Paese di origine, allo scambio di informazioni per non cadere nelle trappole dei trafficanti. In ogni comune o città la linea telefonica è considerata fondamentale, perchè mettere sotto processo i migranti per un telefono?”.

Del resto si sa, i profughi africani hanno bisogno dello smartphone e di essere sempre connessi per rimanere in contatto con le famiglie rimaste in Siria, sotto le bombe:

Violenza al centro profughi, “Si lamentava di wi-fi lento per il porno, voleva uccidermi””

“La connettività va tutelata, come libertà di informazione e come diritto di espressione”, ricorda infatti Kyenge.



Lascia un commento