ONG aggancia barcone in acque proibite, militari libici sparano – VIDEO

Sono di nuovo a caccia, quelli delle Ong, come drogati in crisi d’astinenza non possono fare a meno di ‘accogliere’ nuovi membri africani.

“La Guardia Costiera libica sequestrerà tutte le navi delle Ong che entreranno nelle acque della zona di ‘ricerca e salvataggio’ senza autorizzazione”, il portavoce della Marina libica, il generale Kacem, deve ripetere quanto già spiegato settimane fa, prima della grande fuga dei trafficanti umanitari.

Lo fa dopo che ieri una unità libica ha esploso colpi di avvertimento contro una nave della “Mission Lifeline” la ong tedesca che ha sostituito la nave Iuventa sequestrata quest’estate e che applica la stessa politica nel trafficare clandestini.

La nave si era spinta fin dove non avrebbe potuto pur di raggiungere un barcone con a bordo 52 immigrati clandestini e traghettarlo in Italia.

“Questa volta abbiamo evitato un’escalation – ha messo in chiaro il generale Kacem – in futuro sequestreremo del navi delle Ong che non rispettano la nostra sovranità”.

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Il portavoce della Marina libica ha ricordato che dal 10 agosto soltanto le navi autorizzate possono entrare nella zona di salvataggio.

Nel video di “Mission Lifeline” si vede un ufficiale della Guardia Costiera salire a bordo dell’unita e affermare: “Qui non siete i benvenuti”.

“I militari libici – hanno denunciato gli attivisti della Ong tedesca – ci hanno minacciato ordinandoci di consegnare i migranti salvati, cosa che ci siamo rifiutati di fare”. Secondo il responsabile della “Mission Lifeline”, Axel Steier, si è trattato di “un vero proprio atto di pirateria perche sono saliti a bordo senza alcuna autorizzazione”. In realtà, come ha fatto notare anche il generale Kacem, la nave della Ong tedesca ha tentato di scappare con l’ufficiale libico ancora a bordo. “A quel punto – ha concluso il portavoce della Marina libica – la nostra unità ha sparato dei colpi d’avvertimento in aria per fermarli”.

In sostanza, non volevano consegnare la ‘roba’ per traghettarla in Italia dove, poi, sono stati accolti con entusiasmo.

Della Ong Lifeline abbiamo parlato in un articolo precedente:

Vertice trafficanti a Tunisi per fare ripartire barconi dalla Libia



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