Dalai Lama gela il PD: “Aiutare immigrati a tornare a casa loro”



A Palermo, dove dopo ventun anni è tornato il Dalai Lama, il cacicco Orlando non ha resistito e gli ha portato 410 clandestini traghettati dalla Libia. Voleva usare l’incontro religioso per uno spot all’immigrazione, con la guida tibetana, che più di tutti soffre per la sostituzione etnica attraverso l’immigrazione: cinese.

Leoluca Orlando, aprendo al Teatro Massimo l’incontro sull’Educazione alla gioia, ha subito dato sfogo al suo solito, untuoso, repertorio: “Non sono stranieri, sono nostri concittadini. Basta discriminazioni – dice – da qui arriva l’appello perché si approvi subito lo ius soli”. Purtroppo, con la legge Basaglia, molti hanno perso casa, e hanno deciso di fare il loro ingresso in politica.

“Accogliere tutti è il fondamento della sicurezza,non possiamo vivere nell’insicurezza – spiega il sindaco piddino – dobbiamo essere compassionevoli nel confronti del diverso”, lo sanno bene i passeggeri della metro di Londra.

L’obiettivo era sfruttare il Dalai Lama, le cui opinioni sull’immigrazione sono note, per la solita marchetta all’immigrazione.

Ma il Dalai Lama l’ha subito corretto: “I migranti sono l’oggetto della nostra compassione- spiega – non bisogna discriminarli, ma accoglierli, in quanto fratelli che stanno affrontando un periodo di grande difficoltà cui va dato un rifugio temporaneo“.

Perché lui parla dei profughi. Come lui stesso in fuga dal Cinesi e dall’immigrazione cinese. Lui non parla di ‘immigrazione’, ma di ‘accoglienza temporanea dei profughi’. E in Italia non abbiamo Tibetani, che anzi respingiamo, abbiamo africani in fuga dalla guerra in Siria.

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Ha infatti spiegato, parlando di veri profughi, che le nazioni che ospitano “devono offrire subito istruzione ai bambini, addestramento al lavoro per gli adulti. Proprio per dare loro gli strumenti per ricominciare nei loro luoghi, favorendo la pace e il benessere”.

Il contrario di quello che molti media di distrazione di massa hanno millantato. I veri profughi vanno accolti, e aiutati a tornare a casa, non utilizzati come braccia low-cost per abbassare i salari e favorire chi finanzia i partiti di governo europei. Non sono ‘nuovi cittadini’, ma ospiti che dobbiamo aiutare a tornare a casa. Con i clandestini, invece, applicare il metodo dell’altro premio nobel per la pace, anche lei buddhista.



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