Grande Sorella Boschi: “Ogni giorno schediamo 7.000 utenti”



Probabilmente Orwell non pensava alla Boschi quando ha scritto 1984. Intervenendo oggi al demenziale Convegno nazionale forense a Roma su “Sicurezza e linguaggio dell’odio” il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha esposto i dati sul cosiddetto ‘hate speech’ raccolti dall’osservatorio attivato dal Dipartimento per le pari opportunità. Una sorta di Grande Fratello che spia quello che i cittadini italiani scrivono e poi lo cataloga come ‘linguaggio dell’odio’ se non piace agli etnolesi del Pd.

“L’età dell’odio libero non potrà portarci lontano – ha sottolineato la Boschi, che ha specificato – Sono cambiate le modalità di espressioni dell’odio nei confronti di chi è diverso, c’è una involuzione culturale. Non c’è più ritegno e si è passati dall’età dell’amore libero a quella dell’odio libero, con la liberalizzazione delle parole di odio, come se fosse libertà e non imbarbarimento”.

Imbarazzante. Non si regolano i sentimenti per legge. Quello lo fanno i totalitarismi distopici.

Ci sono funzionari che pagati con le tasse dei contribuenti lavorano per l’osservatorio di Palazzo Chigi e schedano, ogni giorni, settemila discorsi di hate speech, ha rivelato la Boschi, specificando che “cambiano i soggetti vittime”. Paghiamo qualcuno perché schedi chi scrive cose sui social network.

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L’ex ministro per le Riforme, parlando alla presenza del presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, non poteva non parlare delle cosiddette fake news, dimenticando di dire che chi le diffonde sono i media di distrazione di massa finanziati dalle banche che lei conosce molto bene.



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