Mettono maschio trans in prigione femminile, lui violenta detenute

La società che nega la realtà oggettiva genera mostruosità, pensare che un uomo che dice di sentirsi donna non sia uno squilibrato ma davvero una donna, è sintomo di una civiltà sul bordo della catastrofe. E già in prede a demenza senile.

Il caso non poteva non arrivare dal mondo anglosassone. Che è molto ‘avanti’ in questo declino.

Uno stupratore recidivo condannato per violenza sessuale che si identifica come “transgendered”, che è biologicamente maschio è stato trasferito in un carcere femminile perché si “sentiva donna”. Lì, l’uomo che si sente donna ha violentato alcune prigioniere. Chi l’avrebbe mai detto.

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Martin Ponting, 50 anni, padre di tre figli, si è trasformato in Jessica Winfield in prigione dopo essere stato condannato alla prigionia a vita nel 1995. Poi ha chiesto il trasferimento in una prigione femminile: chiamalo scemo. Scema è la società che mette un maschio con tanto di pene in una prigione femminile, solo perché si crede donna. O finge di credersi tale.

Il doppio stupratore è in procinto di avere un cambiamento di sesso da migliaia di sterline pagato dal contribuente.



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