Islam: contatti cellula Barcellona in Italia, nel mirino chiese

Una cellula terroristica islamica collegata a quella della strage di Barcella a Scafati, nel cosiddetto ‘Salestan‘ con obiettivi in Spagna, Italia e al Vaticano. È su questa strada che si muove una delicata indagine della sezione Antiterrorismo a Scafati.

Due fratelli marocchini, Soulaimane e Abdelghani Bakhada, sono indagati per terrorismo internazionale e sospettati di essere stati – uno dei due – in contatto con la cellula dello Stato Islamico che ha colpito Barcellona. Soulaimane, in particolare, sarebbe stato all’estero prima di far ritorno, in estate, a Scafati.

Il terzo uomo, attualmente ricercato, pare che sia stato ospitato a Scafati. Con uno dei due fratelli, avrebbe parlato di obiettivi da colpire in Spagna, Italia e al Vaticano. Dai fratelli è stata ospitata una persona vicina all’imam di Ripoll Essati.

Le indagini sono partite a marzo, da conversazioni in chat in cui si parlava di potenziali obiettivi. Queste conversazioni erano finite nelle mani degli inquirenti. Pare che si parlasse di obiettivi come una chiesa in Spagna (forse la “Sagrada Familia” a Barcellona) e il Vaticano, da tempo nel mirino della propaganda dello Stato Islamico verso i migrati musulmani in Italia.

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Il 25 agosto scorso, i carabinieri erano stati a Scafati, in località San Pietro (simbolico), presso il domicilio dei due fratelli marocchini Soulaimane e Abdelghani Bakhada, rinvenendo e sequestrando materiale di propaganda jihadista. Tra questi, foto e simboli dell’Isis e dell’Esercito Siriano Libero (l’FSA finanziata dagli Usa prima di Trump), ma anche telefoni cellulari e schede sim.

Gli obiettivi da colpire sarebbero stati proprio l’argomento di discussione tra il terzo uomo ricercato ed un dei due fratelli marocchini. In particolare, con Soulaimane. Con cui ci sarebbe discusso di un attentato commesso a gennaio davanti ad una moschea di Istanbul e di obiettivi in Spagna ed Italia.



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