Profughi fingono di sistemare panchine, lavoro da rifare: doppi costi

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Sapete la storia dei “profughi che lavorano gratis per le nostre città”? Beh, a parte che non lavorano gratis, e a parte che quei lavori potrebbero farli i nostri disoccupati, come chiunque dotato di più di un neurone, passati loro, i lavori vanno rifatti daccapo. Con doppi costi per le comunità.

Ad esempio, a Perugia, a parte l’idea ironica di fare loro pitturare le panchine dove poi andranno a spacciare, questa si è rivelatoa in tutta la sua entità meramente propagandistica in una marchetta raccontata dai media locali. Scrissero alcuni giorni fa con foto opportunity corredata:

L’Arci e il gruppo che coordina (per il progetto “Perugia In”) sono al lavoro ai giardini Carducci per dare l’ultima mano di vernice alle panchine. Si rivelano così infondate le critiche di quanti avevano gridato allo scandalo per le panchine imbiancate di cementite, con telefonate di vibrata protesta agli uffici comunali e alla segreteria del sindaco.

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Ieri si è scoperto che il lavoro sulle panchine è tutto da rifare. Tanto che il Comune ha dovuto chiamare un artigiano locale per rifare tutto. Ovviamente a spese della comunità. Perché quello che importa non è sistema l’arredo urbano, ma fingere che a farlo siano i migranti e, ovviamente, davanti alle telecamere.




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