Sindaco Venezia sciocca colleghi: «Se entri in San Marco urlando Allah Akbar, te sparemo»

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Ha invocato i blocchi navali in mare aperto e chiesto che lì si svolgano le pratiche di riconoscimento dello status di profugo. Di fatto riducendo a zero gli ingressi.

Poi ha scioccato i suoi colleghi sindaci del PD seduti allo stesso tavolo, al meeting dell’amicizia di Rimini organizzato dagli affaristi di Comunione e Liberazione, durante il workshop «La polis al centro della politica».

«Da anni c’era una moschea, in un magazzino sotto le case e svegliavano tutti, la go serà e in protesta voleva stenderse in piazza Ferretto, go risposto te passo sora col gippon, ora si comprano uno stabile». Già queste parole del sindaco Luigi Brugnaro avevano colpito i colleghi Matteo Biffoni (Prato), Andrea Gnassi (Rimini), Giorgio Gori (Bergamo) e Matteo Ricci (Pesaro).

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Ma è stato quando il sindaco ha proposto la sua ricetta anti-terrorismo che tutti si sono stupiti: «Abbiamo aumentato le difese e le aumentiamo ancora – ha detto – se entri in piazza e gridi Allah Akbar ti abbattiamo dopo tre passi». E ancora: «Va bene lo ius soli ma non così, serve una legge condivisa. Firmo cittadinanze che me fa mal anca a man ma sono obbligato, manco giurano sulla Costituzione, devono fare un esame di italiano e rinunciare all’altra cittadinanza. Se un egiziano sposa un’italiana e fa un figlio poi lo porta in Egitto, getta il passaporto nostro, e lo porta là dove ci sono leggi diverse».




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