Barcellona, Imam doveva essere espulso: ma vinse ricorso

L’imam di Ripoll, Abdelbaki Es Satty, mente della cellula islamica responsabile delle stragi di Barcellona e Cambrils, nel 2014 aveva ricevuto un ordine di espulsione. Ma come in Italia, non fu eseguito, perché il predicatore islamico presentò ricorso e vinse.

Lo hanno riferito El Mundo e El Periodico, citando fonti di polizia. L’imam era stato condannato a quattro anni di carcere per traffico di droga e dopo aver scontato la pena avrebbe dovuto essere espulso.

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Intanto, in tribunale sono comparsi Driss Oukabir, il cui passaporto è stato trovato nel furgone dopo l’attacco di Barcellona, che si è consegnato alle autorità affermando che il fratello Moussa Oukabir (poi ucciso dalla polizia) gli aveva rubato i documenti; Mohammed Aalla, proprietario dell’Audi usata per l’attacco di Cambrils, i cui due fratelli Said e Yousseff hanno perso la vita negli attacchi; Mohamed Houli Chemlal, arrestato dopo esser rimasto ferito ad Alcanar, nell’esplosione della villetta usata come base; Salah el Karib, gestore di un internet café a Ripoll usato per trasferire denaro in Marocco.

I locali gestiti da islamici finanziano il terrorismo islamico. Dai kebab agli internet point, passando per i money center che sono vere e proprie reti a disposizione dei terroristi islamici per muovere denaro.



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