RIMINI: FAMIGLIA ADOTTA UN PROFUGO, LUI HA LA LEBBRA



“Il paziente era arrivato in Italia nel luglio del 2014, prima ospite di una cooperativa, poi di una famiglia riminese, sempre sul territorio aveva svolto alcuni lavori”.

Alla fine di aprile destò preoccupazione il caso del giovane infettato dalla lebbra. Il ragazzo, un 29enne nigeriano, domiciliato a Rimini dove lavorava regolarmente, arrivo all’ospedale Infermi il 29 aprile e da subito i sanitari sospettarono che si trattasse di lebbra. Il caso venne segnalato al servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl e il 29enne venne trasferito in un centro specializzato di Genova, dove la diagnosi fu confermata e iniziò il trattamento.

GENOVA: CONFERMATO CASO DI LEBBRA, NIGERIANO ISOLATO

Sul caso Galeazzo Bignami, consigliere di Forza Italia, presentò una interrogazione alla Giunta Regionale. Nei giorni scorsi la risposta firmata dall’assessore Venturi in cui si precisa che “il paziente era arrivato in Italia nel luglio del 2014, prima ospite di una cooperativa, poi di una famiglia riminese, sempre sul territorio aveva svolto alcuni lavori. Dal 2014 non è più rientrato nel suo paese.

Interessante. Magari avrà svolto lavori in locali, visto che le coop affittano i profughi per fare lavoretti saltuari a basso costo.

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LEBBRA NEL MONDO

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Il bacillo di Hansen è l’agente responsabile della lebbra, penetra nell’organismo attraverso la cute o la mucosa delle vie aeree superiori, e il contagio avviene per contatto diretto con un soggetto ammalato. Tuttavia sono stati descritti casi in cui la malattia si è sviluppata dopo un breve soggiorno in Paesi con lebbra endemica, senza che dall’anamnesi risultasse il contatto con malati. Il periodo di incubazione è in genere di 3-5 anni, ma può essere anche più breve, o molto più lungo (fino a 30 anni).

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Le 13 persone che avevano avuto contatti “domiciliari” con il giovane sono state contattate per il controlli medici. 12 si sono sottoposte alla visita risultando negative, 1 persona, dopo diversi tentativi dell’Ausl, lo scorso 8 giugno ha dichiarato di non volersi sottoporre al controllo. Ottimo.

E poi, ovviamente, ci sono quelli che non sapranno mai di essere entrati a contatto con un infetto, e magari, tra qualche anno, scopriranno di avere la Lebbra.

Per i 12 individuati, sono in programma controlli annuali per i prossimi cinque anni.

Adottate un profugo, e mettetevelo in casa.

 



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