Gay horror: lo ha decapitato e fatto a pezzi per ‘gelosia’



E’ stata “comprata” in Nigeria al costo di tremila euro, poi con tanti altri “schiavi” ha attraversato l’inferno del deserto libico e il Mediterraneo su un barcone prima di giungere in Italia, a Castel Volturno, nel Casertano, dove è finita lungo la statale Domiziana come prostituta.
E’ la storia di un ragazza nigeriana di 32 anni ricostruita, nel suo lungo percorso tra due continenti, dalla DDA di Napoli e dai carabinieri della Compagnia di Mondragone che hanno fermato i suoi “aguzzini”, un uomo e una donna nigeriani, entrambi 32enni; i due, che convivono in un’abitazione di Castel Volturno, rispondono dei reati di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù con la finalità dello sfruttamento della prostituzione.

L’ArciGay aveva già lanciato l’allarme ‘omofobia’:

Ancora allarme sicurezza per le persone Lgbi in Campania. Continua infatti a restare avvolta nel mistero la sparizione del 25enne Vincenzo Ruggiero, di cui non si hanno più notizie da venerdì 7 luglio. Scomparsa, questa, che si aggiunge a quella di Luigi Celentano, le cui ultime tracce sono da datare al 2 febbraio, e alle morti tanto atroci quanto inspighabili di Simo e Alex Pavlenko. Come se non bastasse ieri sera, nella zona tra piazza Garibaldi e Porta Nolana, al centro di Napoli, si è verificato un altro episodio di violenza che avrebbe potuto avere esito assai peggiore.

Già fantasticavano di nerboruti nazisti che rapivano omosessuali per le strade.

FATALE IL TRIANGOLO A TRE CON UN TRANS

E’ stato fatto a pezzi e cosparso di acido il corpo di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay ucciso lo scorso 7 luglio nel Casertano, a cui al momento è attribuito il cadavere trovato ieri dai carabinieri di Aversa in una sorta di garage adibito ad autolavaggio nel quartiere Ponticelli di Napoli.

Reo confesso dell’assassinio, per gelosia, è Ciro Guarente, il gay fermato sabato scorso con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Ruggiero è stato ucciso e poi sezionato (come riferiscono organi di stampa): separata la testa e gli arti per essere poi seppellito più agevolmente.

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Particolari cruenti che aggravano la posizione dell’assassino il quale aveva anche detto agli inquirenti che il cadavere era stato gettato in mare. Sul luogo del ritrovamento sono giunti anche i parenti di Ruggiero che però non sarebbero stati fatti avvicinare al cadavere, trovato sotto un pavimento del locale in un punto leggermente rialzato, di recente fattura.



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