POLIZIOTTO LINCIATO DA ONG PERCHE’ CACCIA CLANDESTINO SENZA BIGLIETTO DA STAZIONE – VIDEO



Uno straniero viene fermato da due soldati e due poliziotti che provano a convincerlo ad abbandonare la stazione perché senza biglietto. Tutto inutile. Lo straniero oppone resistenza e pare non volersene andare. Il comportamento altezzoso dell’immigrato irrita non poco le forze dell’ordine. La frustrazione per il mancato rispetto delle divise dilaga rapidamente nell’esasperazione. “Non ci devi stare, non ci devi venire qui”, dice uno degli agenti. “Ti devo chiedere scusa? Tu qui non ci devi stare. Adesso esci fuori”. Parole al vento. Il ragazzo rimanere immobile sotto la sguardo vigile di due soldati. Il poliziotto allora perde la calma. Secondi di attrito che si trasformano rapidamente in rabbia. “Me ne fo…esci dalla stazione”, urla l’agente mentre afferra il migrante e lo invita a scendere le scale del sottopassaggio. Passano pochi secondi. Lo straniero è ancora lì, noncurante delle indicazioni delle forze dell’ordine. La tensione sale alle stelle. Solo in un secondo momento il giovane si avvicina lentamente alle scale che portano lontano dai binari: un passo dopo l’altro, replicando colpo su colpo agli inviti degli uomini in divisa. A questo punto, sconfortato da tanta arroganza, il poliziotto lo epiteta: “Fuori, fuori cammina: vai al tuo paese – si sente nel video – vai in Africa. Torna nel Burundi e fuori dalle palle”.

“I toni, il linguaggio utilizzato e l’atteggiamento del funzionario di polizia sono indice del clima di costante ostilità che circonda i migranti in transito per la città di frontiera”, scrivono i collaborazionisti di Progetto20k, cuckold che sollazzano i clandestini africani favorendono le permanenza a Ventimiglia.

Difende l’agente Stefano Cavalleri, segretario provinciale del sap di Imperia: “Nel video si vede solo una seconda parte. Quella persona era stata più volte allontanata dalla stazione eppure continuava a tornare”.
“I colleghi hanno fatto il loro dovere – precisa Cavalleri – dovevano allontanarlo per la sicurezza sua e degli altri. Se questo muore attraversando i binari, poi la colpa è dei poliziotti”.

“Le parole usate devono sempre essere misurate. Un’agente deve controllarsi. Ma bisogna capire che non è un giorno o un’ora, ma tre anni che lavoriamo sotto stress. Abbiamo serie difficoltà a tenere fede ai nostri doveri. Non sappiamo più dove aggrapparci. A Ventimiglia è difficile parlare di ordine pubblico”.

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Un agente deve controllarsi? Questa marmaglia di invasori che infesta le città italiane, in questo caso Ventimiglia, grazie al collaborazionismo degli affaristi di Croce Rossa, Vaticano e altre associazioni di cuckold, andrebbe manganellata e rispedita da dove è venuta. Ma no, se un agente sbeffeggiato ‘offende’ il clandestino, l’agente va punito, non il clandestino che viaggia senza biglietto, spaccia e magari sale sul treno per pestare il controllore di turno.

Basta ‘scusarsi’ per avere detto la semplice verità: DEVONO TORNARE IN BURUNDI. O IN QUALUNQUE POSTO CHIAMINO CASA.

Se solo militari, poliziotti e carabinieri si rendessero conto di quello che possono fare, per ristabilire ordine e giustizia, visto che, a differenza dei cittadini, sono armati.

I boldrinisti e i loro sgherri digitali e da centro sociale stanno tirando la corda. Ogni giorno schiaffeggiano poliziotti e militari. Fossimo in loro ci daremmo una calmata. Fortunatamente non se la daranno, e ne pagheranno le conseguenze.

In altri tempi, un africano che in Europa avesse trattato in questo modo un agente di polizia sarebbe finito crivellato di colpi. Ora ci siamo ‘evoluti’. Purtroppo.



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