Principe di Monaco respinge i clandestini e realizza ricovero abusivo a Ventimiglia

“Visto che fa tanto il solidale, che se ne prenda un po’ anche Sua Altezza Serenissima”.

Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale della Lega in Liguria, Alessandro Piana, a seguito delle polemiche e della denuncia delle Ferrovie per occupazione di suolo abusiva nei confronti della Croix Rouge Monegasque che alla stazione di Ventimiglia ha installato un chiosco adibito ad “Infopoint” per aiutare i clandestini a restare in Italia e, ovviamente, non avvicinarsi al territorio di sua altezza solidale. Col culo degli altri. Esattamente come il suo amicone Bergoglio:

Il Capo di Stato del ricco Principato di Monaco, Sua Altezza Serenissima Alberto II si rifiuta di accogliere i migranti assiepati a Ventimiglia sul suo territorio dorato, ma ‘invade’ la proprietà privata di un’azienda italiana facendosi beffa delle regole internazionali e del rispetto del territorio altrui.

Infatti, la Croix Rouge Monegasque, di cui il Principe Alberto II è Presidente, nonché rappresentante legale, anziché mostrare vera solidarietà ai ventimigliesi e trasferire almeno una buona parte di migranti a Montecarlo, ha installato d’imperio e in totale autonomia una piccola struttura sul terreno di RFI alla stazione ferroviaria di Ventimiglia per aiutarli a rimanere in Italia.

Peraltro, in quella zona, sono sparite decine di posti auto, che servivano per pendolari, turisti e residenti.

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Ipocrisia e beffa servite, senza che gli enti preposti si siano mossi per evitare altro caos e sistemare lo stato di illegalità (occupazione abusiva) denunciato dai responsabili della società Rete Ferroviaria Italiana alla polizia, considerando che le funzioni prioritarie di una stazione riguardano la mobilità delle persone e non certo agevolare la permanenza dei migranti in Italia”.

Montecarlo andrebbe spartita tra Italia e Francia. Questi territori sono la dimostrazione, plastica, dei privilegi delle élite: l’integrazione forzata vale solo per i cittadini comuni. Non per Bergoglio. Non per il principino.



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